La neve e i bamboccioni. Il nuovo lessico di chi ci governa

La neve e i bamboccioni. Il nuovo lessico di chi ci governa

La neve e i bamboccioni. Il nuovo lessico di chi ci governa
Prende sempre più piede il vezzo di ministri e politici di sintetizzare in una parola caratteristiche vere o presunte degli italiani. Un'abitudine che i tecnici di Monti sembrano apprezzare molto. E intanto nevica e l'Italia si ritrova nel medio evo

Coglioni, bamboccioni, fannulloni, macellai, monotoni, sfigati, mammoni, illusi.
 
Rispettivamente, Berlusconi, agli elettori che non lo votano nel 2006. Padoa Schioppa, agli under 30 che restano a casa da papà e mammà. Brunetta, ai pubblici dipendenti e ancora Brunetta, ai medici. Monti, a quelli che il posto fisso ce l'hanno per tutta la vita. Martone, agli under 28 non ancora laureati. Cancellieri, ai giovani che vogliono il posto fisso vicino ai genitori. Fornero, a chi si illude che il posto fisso sia ancora una realtà raggiungibile.

Negli ultimi anni pare che i nostri ministri e premier abbiano scoperto un nuovo modo di rivogersi ai cittadini, basato sull'uso di parole simbolo, subito enfatizzate dai media e dai blog, e che, con indiscutibile efficacia, stigmatizzano veri o presunti (poco importa) vezzi o vizi di noi sudditi.
E noi sudditi, come ovvio, ci ribelliamo, coadiuvati (senza averlo chiesto), da questo o quel politico dello schieramento opposto (ma ora con Monti è un po' più difficile) che volta per volta sguazza anch'egli nella polemica, mostrandosi sconcertato, scandalizzato, inorridito, perplesso, rammaricato, imbarazzato.

I protagonisti della boutade, quasi sempre, si rimangiano in tutto o in parte la parola slogan. Contestualizzandola, circoscrivendola, limitandone lo spettro evocativo. Ma il vizio (questo indubbio) di farsi sfuggire la parolina caricaturale, sembra indistruttibile.
Tutto ciò avviene in contesti e scenari complessi, dove all'ordine del giorno dell'intervista o dell'intervento dal quale viene poi estratta la parolina magica, figurano temi alti: il senso civico degli elettori, l'indipendenza delle nuove generazioni, l'efficienza della pubblica amministrazione, la competenza dei medici, la ricerca del lavoro dei giovani.

E intanto, cronaca degli ultimi giorni, l'Italia sprofonda sotto la neve. Si registrano i primi morti di freddo (nel 2012, nella terza economia europea) e intere comunità si ritrovano a vivere come nel medio evo. Senza luce, acqua, cibo, trasporti. Su questa emergenza nessuno ha ancora azzardato la parolina magica di sintesi e speriamo che a nessuno venga in mente di tirarla fuori.
 
Cesare Fassari

Cesare Fassari

07 Febbraio 2012

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