Lavaggio mani. Unicef: “Fino al 30% di diarree e al 20% di infezioni respiratorie in meno grazie a un gesto semplice”

Lavaggio mani. Unicef: “Fino al 30% di diarree e al 20% di infezioni respiratorie in meno grazie a un gesto semplice”

Lavaggio mani. Unicef: “Fino al 30% di diarree e al 20% di infezioni respiratorie in meno grazie a un gesto semplice”
E’ una delle misure più efficaci per prevenire malattie infettive, eppure nel mondo 2,3 mld di persone non hanno accesso a strutture adeguate. Quasi la metà delle scuole è priva di postazioni per l’igiene delle mani, con 802 milioni di bambini esposti a rischi evitabili. L’Unicef richiama l’attenzione sulla disuguaglianza nell’accesso a servizi idrici e igienici: un diritto umano fondamentale che può salvare milioni di vite prevenendo infezioni gastrointestinali e respiratorie.

Lavarsi le mani con il sapone può ridurre le malattie legate alla diarrea del 30% e le infezioni respiratorie acute fino al 20%. Ma a livello globale, quasi la metà delle scuole non dispone di strutture per lavarsi le mani con acqua e sapone, il che riguarda circa 802 milioni di bambini in età scolare.

Questi i numeri dell’Unicef che – in occasione della Giornata mondiale del lavaggio delle mani (“Global Handwashing Day”), dedicata quest’anno al tema “Diventa un eroe nel lavaggio delle mani!” – ricorda come a livello globale l’accesso alle strutture e ai prodotti per lavarsi le mani rimanga diseguale: 2,3 miliardi di persone non dispongono di strutture per lavarsi le mani con acqua e sapone a casa.

“L’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici non è un privilegio, ma un diritto umano essenziale. Quando i bambini ne sono privi, vengono compromessi la loro salute, la loro istruzione e il loro futuro – ha dichiarato Nicola Graziano, Presidente Unicef Italia – le mani pulite sono una difesa fondamentale contro la diffusione di infezioni, malattie e batteri pericolosi. Anche se abbiamo fatto passi da gigante nel promuovere il lavaggio delle mani con il sapone, dobbiamo continuare ad agire per raggiungere con servizi adeguati coloro che ne hanno più bisogno”.

Tra il 2015 e il 2024, 1,6 miliardi di persone hanno ottenuto l’accesso ai servizi igienici di base (strutture per lavarsi le mani), con una copertura globale che è passata dal 66% all’80%. Nelle zone rurali, la copertura è aumentata in modo significativo dal 52% al 71%, mentre nelle zone urbane è rimasta sostanzialmente stabile all’86%. Nel 2024 l’azione umanitaria dell’Unicef ha raggiunto oltre 41 milioni di persone con acqua potabile, 18 milioni con servizi igienico-sanitari di base e 20,9 milioni con servizi igienici in contesti umanitari e di sviluppo.

Tuttavia nel 2024, 1,7 miliardi di persone non disponevano ancora di servizi igienici di base, 1 miliardo aveva servizi limitati e 611 milioni (1 persona su 5) non disponevano di alcuna struttura per lavarsi le mani. Nel 2024, 3,4 miliardi di persone erano ancora prive di servizi igienico-sanitari gestiti in modo sicuro, di cui 1,9 miliardi con servizi di base, 560 milioni con servizi limitati, 555 milioni con servizi non migliorati e 354 milioni che praticavano la defecazione all’aperto.

Le persone che vivono nei paesi meno sviluppati, ricorda Unicef, hanno una probabilità più che doppia rispetto a quelle di altri paesi di non avere accesso ai servizi di base per l’acqua potabile e agli impianti igienici, e una probabilità più che tripla di non avere accesso agli impianti idrici di base.

15 Ottobre 2025

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