Liste d’attesa. L’Associazione Coscioni lancia la campagna contro i ritardi nelle prenotazioni  

Liste d’attesa. L’Associazione Coscioni lancia la campagna contro i ritardi nelle prenotazioni  

Liste d’attesa. L’Associazione Coscioni lancia la campagna contro i ritardi nelle prenotazioni  
Sul sito dell’Associazione è scaricabile un modulo da inviare direttamente ai responsabili sanitari per segnalare il ritardo e “pretendere” che una vista o un esame siano garantiti (al costo del ticket) entro i tempi massimi previsti. Ass. Luca Coscioni: “Le liste d’attesa costituiscono una delle criticità più gravi che affliggono il sistema sanitario. Siamo pronti ad attivarci in caso di risposte negative da parte delle strutture sanitarie”.

L’Associazione Luca Coscioni lancia una nuova iniziativa per aiutare i cittadini a far valere i propri diritti, questa volta di fronte al problema dei grossi ritardi delle prenotazioni di prestazioni sanitarie nel sistema sanitario pubblico. Sul sito dell’Associazione, infatti, è ora disponibile un modulo scaricabile che consente agli utenti di richiedere l’applicazione del cosiddetto “percorso di tutela” nel caso in cui la struttura sanitaria a cui ci si è rivolti per prenotare una visita o un esame non sia in grado di assicurare l’esecuzione della prestazione entro i tempi massimi previsti per legge.

Il modulo va presentato cartaceo o via e-mail o PEC al Direttore Generale, al RUA (Responsabile Unico Aziendale per le Liste di Attesa) e all’URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico) della azienda sanitaria presso cui si è prenotata la prestazione.

“Se la risposta non dovesse arrivare in tempo o non dovesse proprio arrivare, l’Associazione Luca Coscioni si impegna ad attivare tutti gli strumenti necessari, per poter affermare il diritto alle cure di tutti i cittadini e le cittadine”, hanno dichiarato Marco Cappato e Filomena Gallo, Tesoriere e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni.

“Le liste d’attesa – aggiungono – costituiscono una delle criticità più gravi che affliggono il sistema sanitario. Ogni anno, un numero enorme di pazienti si trova ad affrontare ritardi significativi nell’accesso a visite specialistiche, esami diagnostici e interventi chirurgici, con conseguenze concrete sulla loro salute. Liste di attese “patologiche” rischiano di minare il diritto di accesso alle cure e la loro gratuità, cioè le caratteristiche fondanti del Servizio Sanitario Nazionale. Questo problema non si limita al settore pubblico: coinvolge anche quello privato, dove cresce la richiesta di prestazioni a pagamento”, concludono Cappato e Gallo.

Attualmente la normativa prevede che ogni prescrizione per visita specialistica o esami diagnostici di primo accesso debba essere erogata in tempi massimi fissati. La prescrizione del medico – di medicina generale o specialistico – contiene la classe di priorità, ossia il tempo massimo, così definita: (U – con attesa massima 72 ore; B – con attesa massima 10 giorni; D – con attesa massima 30 giorni per le visite e 60 giorni per gli esami; P – con attesa massima 120 giorni). Ogni struttura sanitaria è tenuta al rispetto di questi tempi massimi di erogazione. Se la struttura sanitaria non è in grado di rispettare i tempi di legge sopra indicati, allora il cittadino ha diritto all’attivazione del percorso di tutela, ovvero ricevere la prestazione entro il tempo massimo della classe di priorità, tramite una visita o esame eseguito in regime di intramoenia ( libera professione) interna alla struttura o presso un’altra struttura privata; in entrambi i casi non è previsto alcun costo aggiuntivo, ma solo il costo del ticket se previsto per quella prestazione.

14 Maggio 2025

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