Motore Sanità. Italia e Europa si incontrano a Trieste per parlare di sanità digitale

Motore Sanità. Italia e Europa si incontrano a Trieste per parlare di sanità digitale

Motore Sanità. Italia e Europa si incontrano a Trieste per parlare di sanità digitale
Fascicolo sanitario elettronico, Information and Communication Technology, ma anche modelli adottati da alcune regioni come in Emilia Romagna o Fiuli Venezia Giulia, e ancora i modelli di Stati esteri come la Svezia. Di questo e molto altro si parlerà nell'evento che vedrà la partecipazione di esperti nazionale e internazionali del settore.

Italia ed Europa si incontrano a Trieste per affrontare il tema della sanità digitale. L’evento è organizzato da Motore Sanità con il patrocinio di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Agenzia per l’Italia Digitale, Federsanità Anci, FederAnziani e la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Esperti nazionali ed internazionali porteranno sul tavolo di questo convegno i temi caldi della nuova rivoluzione sanitaria (come il Fascicolo Sanitario Elettronico, la forza dell’Information and Communication Technology, il “Codice europeo di buona pratica per i servizi di Telemedicina 2014”) nonché i modelli adottati da alcune regioni italiane (TreC-Cartella clinica del cittadino della Provincia Autonoma di Trento, il FSE dell’Emilia Romagna, il modello sanitario digitale del Friuli Venezia Giulia), i modelli impiegati da specialisti (come Netmedica Italia (NMI), il progetto di digitalizzazione al servizio del Medico di Medicina Generale) e i modelli di Stati come la Svezia (con il suo progetto “National Patient Organiser”), tutti esempi della potente digitalizzazione in atto nel Sistema Sanitario Nazionale ed Europeo.

Ma non solo. Contro il problema della cronicità (che oggi assorbe circa il 70% della spesa sanitaria) e per una sua efficiente gestione, gli esperti invitano ad investire in reti di patologie, ossia ad impiegare l’ICT a supporto dei nuovi modelli assistenziali territorio-ospedale ed affidano, allo stesso tempo sia al telemonitoraggio medico che alla teleassistenza domiciliare (“progetti digitali”) la forza di spostare l'asse delle cure della cronicità dall'ospedale al territorio. Sanità digitale significa inoltre rivoluzione in grado di coinvolgere e potenziare la stessa ricerca scientifica ed alcuni progetti in questa direzione sono in atto.

Insomma, siamo di fronte ad una vera e propria rivoluzione in sanità – ispirata all’obiettivo di facilitare la verifica delle informazioni e di migliorarne la comunicazione in un’ottica di ottimizzazione del percorso curativo – il cui obiettivo è quello di spostare i dati e non i pazienti, garantendo a chiunque, e in qualunque luogo, la migliore consulenza diagnostica possibile – come sostiene Hakan Nordgren, Physician Executive and Senior Advisor di InterSystems Sweden e massimo esperto del Fascicolo Sanitario Elettronico, che proprio in questa sede racconta l’esperienza del Fascicolo Nazionale del Paziente in Svezia e Danimarca. Resta un aspetto importante da non dimenticare però: la tutela dei diritti del paziente.


 


"E’ un impegno importante quello della riforma della nostra sanità – ha spiegato Debora Seracchiani, Presidente del Friuli Venezia Giulia, che ha aperto il convegno –, è importante per noi intervenire, non per tagliare come molto spesso si sente dire, ma per riqualificare la spesa, e gli interventi di informatizzazione e di digitalizzazione vanno verso questa direzione. Come regione – aggiunge Serracchiani – abbiamo utilizzato il sistema dell’informatizzazione come sistema di riqualificazione della spesa. In ambito digitale sulla ricetta elettronica, ad esempio, meno dell’1% delle ricette viene fatto in formato elettronico in questa regione. Questo significa che abbiamo un sistema sanitario di eccellenza certo, ma abbiamo ancora molta strada da percorrere per riuscire, da una parte, a riqualificare la spesa e, dall’altra, riuscire a rendere al cittadino accessibile il proprio sistema della salute e della protezione sociale. Stiamo lavorando per questo, lo stiamo facendo con l’azienda Insiel, ma ci rendiamo conto che dobbiamo guardare altri modelli ed altre realtà per impareare. A volte basta copiare bene il lavorto fatto da altri per riuscire a recuperare tutte le buone prassi e metterle insieme nel nostro sistema sanitario".


 


Sulla situazione in Friuli Venezia Giulia interviene Adriano Marcolongo, della direzione centrale salute, integrazione sociosanitaria, politiche sociali e famiglia Friuli Venezia Giulia. "Il sistema del Fascicolo Sanitario regionale ha un cospicuo gruppo di persone che vi lavorano, è il frutto di un lavoro di squadra ed è un modello che si basa su una piattaforma che già integra tutte le aziende, essendo un sistema informativo regionale unico di lunga tradizione e questo aspetto è la forza del nostro sistema. I progetti stanno andando avanti per andare incontro alle esigenze di salute e di cura dei nostri pazienti".

20 Giugno 2014

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