Nas Parma. Primario arrestato per peculato: avrebbe incassato in contanti prestazioni intramoenia senza registrarle

Nas Parma. Primario arrestato per peculato: avrebbe incassato in contanti prestazioni intramoenia senza registrarle

Nas Parma. Primario arrestato per peculato: avrebbe incassato in contanti prestazioni intramoenia senza registrarle

Il direttore di più Strutture complesse di ospedali della provincia di Reggio Emilia è stato arrestato in flagranza con l’accusa di peculato e falsità ideologica in atti pubblici. Tra novembre 2025 e marzo 2026 avrebbe effettuato almeno 25 prestazioni private non registrate, incassando i pagamenti in contanti senza versare le quote all’Ausl

Arrestato in flagranza del reato di peculato un medico dirigente, Direttore di più Strutture Complesse di Ospedali siti in provincia di Reggio Emilia, indagato per peculato e per falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, entrambi in forma continuata.

Questo l’esito di un’articolata attività investigativa condotta dai carabinieri del Nas di Parma, sotto la costante direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emiliia.

I militari sono intervenuti lunedì pomeriggio, presso l’Ospedale di Guastalla in provincia di Reggio Emilia, subito dopo che il medico aveva ricevuto da una paziente la somma contante di 100 euro, quale pagamento di prestazioni sanitarie, appropriandosi illecitamente dell’intera somma di denaro destinato all’Azienda USL di Reggio Emilia.

Le indagini, avviate nel mese di settembre 2025, hanno consentito di accertare che il professionista, nonostante fosse formalmente autorizzato all’esercizio della libera professione intramoenia, avrebbe effettuato prestazioni mediche private, omettendo la registrazione delle stesse sull’applicativo informatico dell’Azienda USL di Reggio Emilia e intascando i relativi compensi in contanti senza darne alcuna comunicazione all’Amministrazione di appartenenza.

In particolare, tra l’11 novembre 2025 e il 2 marzo 2026, l’indagato avrebbe eseguito 25 prestazioni private. In questi casi i pazienti non risultavano regolarmente prenotati e i pagamenti venivano effettuati esclusivamente in contanti, con un importo variabile. Le richieste di appuntamento venivano gestite direttamente dal medico, eludendo completamente i canali istituzionali previsti per l’attività intramoenia.

Le investigazioni, condotte anche mediante intercettazioni telefoniche ed ambientali, hanno inoltre documentato che il professionista, oltre a trattenere per sé l’intero compenso senza riversare la quota spettante alla Azienda Sanitaria, in alcune occasioni avrebbe anche utilizzato farmaci destinati alla dotazione dello studio ospedaliero, per poi somministrarli ai pazienti visitati privatamente.

Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente.

A seguito della convalida dell’arresto, il GIP del Tribunale di Reggio Emilia ha disposto che l’arrestato fosse rimesso immediatamente in libertà e contestualmente ha emesso nei suoi confronti la misura cautelare della sospensione dall’esercizio da un pubblico ufficio o servizio per la durata di dodici mesi, con interdizione, per la durata di dodici mesi, dall’attività di medico-dirigente ospedaliero in servizio presso strutture sanitarie pubbliche rientranti nei servizi territoriali dell’ASL ed ha inoltre applicato la misura del divieto temporaneo di esercitare la professione di medico in libera professione intramoenia, presso qualsiasi struttura sanitaria pubblica, per la durata di dodici mesi.

05 Marzo 2026

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