Omicidio Soumaila Sacko, Anelli (Fnomceo): “Non si può rimanere in silenzio, solidarietà ai braccianti calabresi senza distinzione alcuna”

Omicidio Soumaila Sacko, Anelli (Fnomceo): “Non si può rimanere in silenzio, solidarietà ai braccianti calabresi senza distinzione alcuna”

Omicidio Soumaila Sacko, Anelli (Fnomceo): “Non si può rimanere in silenzio, solidarietà ai braccianti calabresi senza distinzione alcuna”
Al grande coro d’indignazione a seguito dell’omicidio del giovane Sacko, ucciso a sangue freddo sabato sera in Calabria, si unisce anche la Fnomceo. Il presidente Filippo Anelli intervenendo sul suo profilo facebook ricorda i valori del nostro Paese, sanciti dalla Carta Costituzionale

“Non si può rimanere in silenzio. I medici giurano di curare ogni uomo senza guardare alla sua pelle, alla condizione sociale, al credo religioso. Da secoli abbiamo contribuito a rendere questi valori costitutivi della nostra società. Uccidere un uomo, un lavoratore, un sindacalista che difendeva i diritti dei suoi colleghi, al di là del colore della sua pelle, è un delitto che va perseguito con determinazione! Solidarietà ai braccianti calabresi senza distinzione alcuna”.
 
Così sul suo profilo facebook il presidente della Fnomceo Filippo Anelli commenta la notizia dell’omicidio, avvenuto in provincia di Vibo Valentia, di Sacko Soumaila, il bracciante proveniente dal Mali e in Italia dal 2010, munito di regolare permesso di soggiorno e sindacalista, ucciso con un fucile a pallettoni nel tardo pomeriggio di sabato.  
 
Soumaila era in prima fila nelle lotte dell'Unione Sindacale di Base per i diritti sindacali e sociali dei braccianti – afferma oggi in una nota Anelli – La Fnomceo è oggi vicina e solidale con tutti i braccianti che oggi hanno indetto una giornata di sciopero. La loro scelta è espressione e manifestazione di quei diritti fondamentali ribaditi dalla nostra Carta costituzionale: l’uguaglianza, sancita dall’articolo 3, il diritto al lavoro, dichiarato all’articolo 4, la libertà religiosa (articolo 8), l’accoglienza degli stranieri (articolo 10), la tutela della pace (articolo 11), la libertà personale, quella di associarsi, di riunirsi, i diritti garantiti dagli articoli 39 e 40 (organizzazione sindacale e sciopero) e tutti gli altri diritti personali”.
 
“Come medici, la nostra missione è quella di accogliere e prenderci cura di tutti gli uomini, senza discriminazione alcuna, di favorire un clima di pace e di giustizia in cui siano rispettati i diritti fondamentali della persona – conclude Anelli -. Abbiamo giurato di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica, il trattamento del dolore e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della dignità e libertà della persona; di curare ogni paziente con scrupolo e impegno, senza discriminazione alcuna, promuovendo l’eliminazione di ogni forma di diseguaglianza nella tutela della salute;di attenerci ai principi morali di umanità e solidarietà. Non intendiamo abdicare né delegare ai nostri compiti, non vogliamo abiurare al nostro Giuramento né al nostro Codice”.

  
 

05 Giugno 2018

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