Papa Francesco: “L’unzione degli infermi non è un tabù, è Gesù che visita il malato”

Papa Francesco: “L’unzione degli infermi non è un tabù, è Gesù che visita il malato”

Papa Francesco: “L’unzione degli infermi non è un tabù, è Gesù che visita il malato”
“Nel momento del dolore e della malattia noi non siamo soli”. Attorno a questo concetto Papa Francesco ha sviluppato l’udienza generale di questa mattina, invitando a considerare l’unzione degli infermi come presenza di Gesù accanto al malato e non come un gesto da evitare per scaramanzia.

“L’unzione degli infermi non è un tabù”, ma “è Gesù che visita il malato”, perché “nel momento del dolore e della malattia noi non siamo soli”. Attorno a questo concetto Papa Francesco ha sviluppato l’udienza generale di questa mattina in Piazza San Pietro. Davanti a circa 50 mila persone, il Papa ha incentrato la sua catechesi sul Sacramento dell’Unzione degli infermi, invitando a smettere di rifiutarla per scaramanzia. “Quando qualcuno è malato o anziano, i parenti pensano ‘chiamiamo il prete’, ma tante volte non lo fanno perché ‘porta sfortuna’ o perché ‘poi si spaventerà, l’ammalato…’. Questo perché c’è un po’ l’idea che dopo il sacerdote, arrivano le pompe funebri. Ma non è vero!”, ha affermato Papa Bergoglio. Spiegando che “Il sacerdote viene per aiutare il malato o l’anziano. Per questo è tanto importante la visita dei sacerdoti ai malati. SI chiama perché gli dia l’unzione, lo benedica. È Gesù che arriva dal malato per sollevarlo, per dargli forza, per dargli speranza, per aiutarlo. Anche per perdonargli i peccati. E questo è bellissimo!”.

“Non pensiate che questo sia un tabù – ha proseguito Papa Francesco -, perché sempre è bello sapere che nel momento del dolore e della malattia noi non siamo soli: il sacerdote e coloro che sono presenti durante l’Unzione degli infermi rappresentano infatti tutta la comunità cristiana che, come un unico corpo, con Gesù, si stringe attorno a chi soffre e ai familiari, alimentando in essi la fede e la speranza, e sostenendoli con la preghiera e il calore fraterno. Ma il conforto più grande deriva dal fatto che a rendersi presente nel Sacramento è lo stesso Signore Gesù, che ci prende per mano, ci accarezza come faceva con i malati, Lui, e ci ricorda che ormai gli apparteniamo e che nulla – neppure il male e la morte – potrà mai separarci da Lui”. L’Unzione degli infermi “, che ci permette di toccare con mano la compassione di Dio per l’uomo”.

Anche per questo, ha spiegato il Pontefice, parlare di “Unzione degli infermi” è più corretto che parlare di “Estrema unzione”, intesa come conforto spirituale nell’imminenza della morte. “Parlare di ‘Unzione degli infermi’ – ha evidenziato il Papa – ci aiuta ad allargare lo sguardo all’esperienza della malattia e della sofferenza, nell’orizzonte della misericordia di Dio”.

 

26 Febbraio 2014

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