Punti nascita: O.N.Da. esprime soddisfazione per il piano di Fazio e della Sigo

Punti nascita: O.N.Da. esprime soddisfazione per il piano di Fazio e della Sigo

Punti nascita: O.N.Da. esprime soddisfazione per il piano di Fazio e della Sigo
L'Osservatorio Nazionale sulla salute della donna (O.N.Da) ha espresso soddisfazione e sostegno per le parole espresse dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, in occasione dell’apertura del Congresso nazionale dei ginecologi. Il piano per il riordino dei punti nascita e le proposte elaborate dalla Sigo rappresentano, secondo O.N.Da. “un percorso necessario ed utile a garantire sempre maggiore sicurezza per le donne e i nascituri”.

La lotta all’eccessivo ricorso dei tagli cesarei oggi ha una linea strategica ben delineata e in grado di garantire maggiore sicurezza per le donne e i nascituri. Il piano per il riordino dei punti nascita elaborato dal ministero della Salute con la collaborazione delle associazioni di ginecologi, e al centro della giornata di apertura del Congresso Sigo-Aogoi in corso a Milano, ha ricevuto anche il sostegno di O.N.Da., l’osservatorio nazionale per la salute delle donne.
“Da tempo – spiega la presidente Francesca Merzagora – collaboriamo con il Dipartimento di salute materno infantile dell'OMS e con la SIGO proprio per far si che anche in Italia il parto si svolga nelle migliori condizioni di sicurezza per la donne e per il bambino. Una soluzione è proprio la razionalizzazione dei centri, con quelli più piccoli che dovranno confluire con quelli più grandi, con almeno 1000 parti l'anno, in modo che si possa garantire alle donne una assistenza continua 20 ore su 24. Di conseguenza – secondo Merzagora – sarà più semplice anche la gestione del dolore da parto, inserendo l'anestesia epidurale gratuita (oggi offerta solo dal 16% delle strutture), e la promozione del parto naturale rispetto al cesareo. Anche qui l'Italia supera abbondantemente le direttive europee, che prevedono al massimo il 15%, e del ministero, che chiede non si superi la soglia del 20%. Invece anche Regioni 'virtuose' come Lombardia ed Emilia Romagna superano il 30%, con punte del 60-80% nel Sud Italia”.

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15 Novembre 2010

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