Roma. Gli negano il parcheggio invalidi. Motivazione? Non esce abbastanza spesso per curarsi

Roma. Gli negano il parcheggio invalidi. Motivazione? Non esce abbastanza spesso per curarsi

Roma. Gli negano il parcheggio invalidi. Motivazione? Non esce abbastanza spesso per curarsi
E' quanto accaduto a Alessandro Pezzoli, affetto da Sclerosi Sistemica Progressiva, invalido al 100% in ossigenoterapia sulle 24 ore, deambulante solo con ausilio. Il 46enne ha visto negarsi il permesso dalla Commissione competente del Municipio II in quanto non sottoposto a terapie "almeno tri-settimanali" presso strutture sanitarie. A denunciarlo è la presidente della Lega italiana sclerosi sistemica onlus, Manuela Aloise.

"Sconcertante". Così, in una lettera aperta, la presidente della Lega italiana sclerosi sistemica Onlus, Manuela Aloise, definisce quanto accaduto ad Alessandro Pezzoli, affetto da Sclerosi Sistemica Progressiva, invalido al 100% in ossigenoterapia sulle 24 ore, deambulante solo con ausilio. 

Ad Alessandro, che fa fatica a percorrere a piedi lunghi tragitti di strada che gli causano grave affaticamento respiratorio e articolare, accade di avere la necessità di spostarsi frequentemente in auto per recarsi presso i vari presidi ospedalieri pubblici per la terapia di contenimento del male ‘sistemico’. Il quadro clinico è complesso. Affetto da Sclerosi Sistemica Progressiva con impegno cardiaco, polmonare ed articolare è in cura presso struttura pubblica per infusioni cicliche di medicinale coadiuvante per la prevenzione di aggravamento della malattia. In genere queste specifiche infusioni sono continuative nella settimana, 5 della durata di otto ore ciascuna. Si tratta di una terapia altamente invasiva e debilitante, il farmaco è somministrabile esclusivamente in struttura ospedaliera e la somministrazione deve essere monitorata dal personale. Solitamente, ma non necessariamente, le infusioni sono a cadenza mensile salvo acuzie.  Alessandro è inoltre affetto da cardiopatia ischemica cronica, insufficienza ventilatoria, obesità e diabete. E’ in trattamento con ossigenoterapia a domicilio, deambula solo con un ausilio e si sottopone a cicli di trattamenti per la terapia del dolore.

Essendo in possesso del riconoscimento di invalidità ai sensi della Legge 104/92 art.3 comma 3 e pertanto titolare di diritto, richiede alla Commissione competente del Municipio II di Roma Capitale (Municipio Roma II Unità Organizzativa Socio-Educativa Culturale e Sportiva I Commissione di Valutazione del C.C. N° 47/2009) la concessione a titolo gratuito di uno spazio sosta personalizzato. La commissione delibera in prima e seconda istanza ( 10 giugno 2014 e 7 aprile 2015) che in merito alla richiesta del cittadino la commissione ha espresso parere contrario. La motivazione? “Non rientra nei requisiti previsti dalla Delibera del C.C. n. 47/09 -art. 11 bis”.

Su richiesta di ulteriori chiarimenti Alessandro riceve la seguente comunicazione: “A tale proposito si comunica che per quanto riguarda i motivi per i quali la Commissione ha ritenuto opportuno respingere la richiesta, gli stessi sono quelli ai quali fa riferimento la Del. 47/09 all’art. 11bis – 'Criteri di valutazione per i casi di rilevanza sociale' ai commi 1,2 e 3 (certificato in data recente, rilasciato da medico specialista di Struttura Sanitaria Pubblica con la prescrizione di terapie mediche da effettuarsi con cadenza almeno tri-settimanale, in maniera continuativa e permanente presso strutture sanitarie pubbliche o convenzionata di svolgimento continuativo delle cure prescritte e della frequenza almeno tri-settimanale delle stesse)".
 
"E’ evidente che una tale restrizione alla concessione del parcheggio invalidi costringe Alessandro, già fortemente limitato da una situazione oggettiva, ad un esilio coatto – spiega Aloise – . Senza poter parcheggiare la sua auto vicino a casa non solo gli viene negato il diritto di uscire per accedere alle cure mediche salvavita, ma anche quello di assolvere alle piccole e gioiose funzioni delle comuni relazioni sociali di ogni individuo.
Oltre a manifestare il nostro totale disappunto rispetto ad una risposta negativa che ci sembra indubbiamente affrettata e non ben motivata, evidenziamo che tale delibera Comunale ci appare a prima analisi in contrapposizione a quanto disposto a livello nazionale dalla Legge 104/92 art. 3 comma 3 'soggetto portatore di Handicap in situazione di gravità'. Invitiamo i membri della commissione compente a documentarsi sulla natura di una patologia quale la Sclerosi Sistemica Progressiva, malattia autoimmune, reumatica, sistemica, altamente invalidante, cronica ed evolutiva iscritta nel nuovo Piano LEA al ruolo RM0120".
 
"Quale Associazione rappresentante le persone affette in Italia – ha concluso la presidente – ci rammarichiamo della completa sconsideratezza nel valutare le istanze di cittadini in condizione di grande fragilità, negando la tutela dei diritti prevista per le inabilità così evidenti e conclamate, nonché certificate come in questo caso specifico".

29 Aprile 2015

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