RSA Alzheimer: il costo medio di un ricovero supera i 74mila euro. Legali C&P: ‘Famiglie possono chiedere i rimborsi”

RSA Alzheimer: il costo medio di un ricovero supera i 74mila euro. Legali C&P: ‘Famiglie possono chiedere i rimborsi”

RSA Alzheimer: il costo medio di un ricovero supera i 74mila euro. Legali C&P: ‘Famiglie possono chiedere i rimborsi”

Fino a 74mila euro per un ricovero medio in RSA di un paziente con Alzheimer. È il costo complessivo per le famiglie, con una retta media di 2.242 euro al mese e una degenza di circa 33 mesi. Una spesa, dunque, che può superare i 30 mila euro annui, con un impatto significativo sui bilanci familiari. È quanto emerge dalle elaborazioni del network legale Consulcesi & Partners (C&P), attivo su scala nazionale con l’iniziativa “Soluzione Rsa” per la tutela delle famiglie coinvolte in contenziosi sulle rette.

Fino a 74mila euro per un ricovero medio in RSA di un paziente con Alzheimer. È il costo complessivo per le famiglie, con una retta media di 2.242 euro al mese e una degenza di circa 33 mesi. Una spesa, dunque, che può superare i 30 mila euro annui, con un impatto significativo sui bilanci familiari.

È quanto emerge dalle elaborazioni del network legale Consulcesi & Partners (C&P), attivo su scala nazionale con l’iniziativa “Soluzione Rsa” per la tutela delle famiglie coinvolte in contenziosi sulle rette.

Secondo il rapporto The Prevalence of Dementia in Europe 2025 di Alzheimer Europe, in Italia le persone con demenza sono oltre 1,4 milioni, un dato destinato a crescere nei prossimi decenni. Un quadro che rende il ricorso alle RSA sempre più strutturale nel percorso assistenziale.

«Parliamo di oneri molto rilevanti, sostenuti spesso per anni», spiega Bruno Borin, responsabile del team legale di Consulcesi & Partners. «Per questo è fondamentale verificare, caso per caso, se le rette richieste siano effettivamente dovute alla luce dell’evoluzione giurisprudenziale».

La giurisprudenza si muove ormai con un orientamento sempre più indirizzato alla tutela dei pazienti e delle loro famiglie. La Corte di Appello di Firenze (sentenza n. 375/2026) ha annullato contratti di degenza in cui le prestazioni sanitarie erano inscindibilmente integrate con l’assistenza. Sentenze della Corte di Milano (nn. 2709/2025 e 3021/2025) hanno confermato che in questi casi le rette devono essere a carico del Servizio sanitario nazionale. E uno dei casi più rilevanti arriva dalla Corte di Trento (sentenza n. 233/2025): un’erede ha ottenuto oltre 162mila euro di rimborso per rette versate a titolo indebito, più interessi e spese legali di tutti i gradi di giudizio.

Consulcesi & Partners segnala un aumento delle richieste di verifica e invita le famiglie a controllare la legittimità delle rette versate.

Per approfondire il tema, il network legale promuove un webinar informativo gratuito in programma martedì 21 aprile alle ore 12:30, dedicato a diritti dei familiari e orientamenti della giurisprudenza in materia di rette RSA. Nel corso dell’incontro saranno affrontati in particolare: le richieste e i diritti dei caregiver; il quadro normativo e le principali tutele emerse dalla giurisprudenza e verranno poi fatti esempi pratici e casi concreti di rimborso.

«Nel caso dell’Alzheimer, la necessità di un’assistenza continuativa e multifattoriale rende spesso impossibile distinguere tra cura e supporto», proseguono i legali del network C&P. «Per questo motivo, sempre più decisioni stanno riconoscendo il diritto alla restituzione delle somme versate».

Le sentenze più rilevanti

La Corte di Appello di Firenze (sentenza n. 375/2026) ha confermato la nullità del contratto di degenza nei confronti dei familiari di un paziente affetto da Alzheimer, escludendo ogni obbligo di pagamento quando le prestazioni risultano inscindibilmente integrate tra componente sanitaria e assistenziale.

Le sentenze della Corte di Appello di Milano (nn. 2709/2025 e 3021/2025) hanno ulteriormente ribadito che, nei casi di non autosufficienza legata a patologie neurodegenerative, le prestazioni rese in RSA rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza e devono essere integralmente a carico del Servizio sanitario nazionale.

Il principio trova fondamento nell’orientamento della Corte di cassazione (da Cass. n. 4558/2012 fino alle più recenti pronunce, tra cui n. 33394/2024), secondo cui il criterio decisivo non è la prevalenza tra componente sanitaria e assistenziale, ma la loro integrazione inscindibile.

Un’impostazione confermata anche dalla sentenza n. 233/2025 della Corte di Appello di Trento, pronunciata in sede di rinvio dopo l’intervento della Cassazione (ord. n. 21162/2024), che ha riconosciuto il diritto di un’erede alla restituzione di oltre 162mila euro versati per la degenza in RSA di una paziente affetta da Alzheimer, oltre interessi e spese legali per tutti i gradi di giudizio.

01 Aprile 2026

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