Unioneffe, in Puglia nasce una nuova cooperativa di farmacisti

Unioneffe, in Puglia nasce una nuova cooperativa di farmacisti

Unioneffe, in Puglia nasce una nuova cooperativa di farmacisti
Al nuovo polo di distribuzione farmaceutico fanno capo circa 800 farmacie, frequentate da circa un milione e mezzo di cittadini pugliesi. La cooperativa può contare su un fatturato congiunto di oltre 200 milioni di euro.

È stata ufficialmente presentata a Taranto, lo scorso 7 ottobre, presso la sede della Confcooperative,  la Unioneffe Società Cooperativa. Un’iniziativa che, come viene ricordato dalla nota stampa che dà notizia  della sua nascita, prende vita dalla volontà “di due colleghi farmacisti, legati da un’amicizia ventennale”. Che, appunto, intendono offrire oltre a un maggior numero di servizi alle farmacie e ai cittadini, anche un miglioramento delle prestazioni commerciali. Sono questi infatti i capisaldi del nuovo polo di distribuzione voluto fortemente da Vincenzo Samarelli, imprenditore farmaceutico, già presidente della Cedifarme (Cooperativa di distribuzione di Canosa di Puglia), punto di riferimento per l’area pugliese, lucana e campana, e da Franco Lembo, presidente dell’ItriaFarma, Cooperativa di distribuzione dai numeri importanti nell’area di Bari, Brindisi, Matera e Taranto.  Unioneffe Società Cooperativa trova quindi le sue radici nella “fusione per unione” delle risorse delle due cooperative che dà così il via a un'unica, nuova struttura.
I numeri sono più che incoraggianti: nel 2010 il fatturato congiunto di Cedifarme e Itriafarma, è stato di oltre 200 milioni di euro. Unioneffe Società Cooperativa si propone così come una nuova realtà economica della Regione Puglia, di cui detiene già il 24% del mercato. Sarà inoltre presente anche in Campania e Basilicata, due Regioni dove, pur operando da poco tempo, ha acquisito 73 farmacie “socie” e numerosissime farmacie clienti grazie all’apporto di Cedifarme, già presente grazie al deposito di Venticano (Av).
Unioneffe ha un totale di circa 200 addetti, tra diretti e indiretti, oltre  un significativo numero di personale nel cosiddetto “indotto”, un dato che le conferisce anche una grande rilevanza occupazionale e, conseguentemente, sociale.
Raggiungerà oltre 800 farmacie tra soci e clienti. Metterà a loro disposizione un assortimento di circa 40.000 prodotti rientranti, oltre che nella categoria dei farmaci tradizionali, anche nell’area dei prodotti cosiddetti omeopatici, “naturali” e dell’alimentazione specialistica (celiachia, intolleranze ecc.). E a usufruire dei suoi servizi sarà il milione e mezzo di cittadini, pugliesi e non, che ne frequentano le farmacie associate.
“La forza di questa operazione – ha spiegato Vincenzo Samarelli, vice-presidente di Unioneffe – è l’aver unito due anime pulsanti e due forze imprenditoriali attive del mercato della distribuzione del sud Italia. Con l’ampliamento dei servizi per le farmacie il successo è garantito  soprattutto nelle zone rurali in cui i cittadini sono costretti a percorrere chilometri per potersi sottoporre ad alcuni test di primissima istanza e prenotazioni che invece potranno effettuare vicino casa, grazie all’ausilio delle farmacie. In un momento di difficoltà economico come questo una farmacia, da sola, ha più difficoltà a trovare un professionista che possa svolgere l’esame del psa o della densitometria ossea, così come l’elettrocardiogramma. Unioneffe sarà in grado di offrire quella serie di servizi che la Regione, grazie a una legge dello Stato, ha concesso di poter fare in farmacia. Questa è la forza della cooperativa: un gruppo che da solo è in grado di offrire servizi alle farmacie con un costo decisamente minore. Le cooperative, e in particolare quelle strutturate come Unioneffe, saranno determinanti per lasciare libere le farmacie italiane e non cadere nelle “grinfie” delle multinazionali della distribuzione”.   
“Unioneffe si propone di far diventare la farmacia un terminale della sanità pubblica – aggiunge il suo presidente Franco Lembo – e noi ci impegneremo a offrirle servizi così come a tutto il mondo a esse connesso. Mi riferisco ai fisioterapisti, agli infermieri, al ritiro dei referti diagnostici. Noi saremo dietro le farmacie cercando di aiutarle grazie alla logistica e a una serie di servizi. Se questi servizi si svilupperanno, saremo anche in grado di offrire nuovi posti di lavoro”.
 

11 Ottobre 2011

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