Check list in sala operatoria. Sempre più Regioni le adottano ma permangono delle resistenze

Check list in sala operatoria. Sempre più Regioni le adottano ma permangono delle resistenze

Check list in sala operatoria. Sempre più Regioni le adottano ma permangono delle resistenze
L'adozione delle check list in sala operatoria cresce in ogni Regione anche se il quadro emerso durante una sessione del Forum Risk evidenzia il persistere di differenze tra le varie regioni, nonché problematiche rispetto alla condivisione delle procedure e ad una certa ritrosia, soprattutto dei chirurghi.

Nel corso della Terza Assemblea degli ospedali italiani per la sicurezza in sala operatoria in svolgimento al 7°Forum Risk Management di Arezzo si è tenuta una sessione dedicata all'applicazione della Check list nelle Regioni. Il quadro emerso mostra come i progressi in questi ultimi anni siano notevoli anche se permangono differenze tra le varie regioni, nonché problematiche rispetto alla condivisione delle procedure e ad una certa ritrosia, soprattutto dei chirurghi, nell'adozione delle Check list.
 
Ad aprire i lavori è stato il Direttore dell'Area del Governo clinico e della qualità e sicurezza delle cure del Ministero della Salute, Alessandro Ghirardini. Dopo una prima analisi a livello internazionale sui i primi esiti positivi dell'applicazione della Check list, Ghirardini ha specificato come è “ancora difficile convincere tutti ma i numeri iniziano a venir fuori e mostrano come l'adozione della check list produca benefici” al paziente, agli operatori e di riflesso alle strutture.
Ma Ghirardini ha parlato anche di alcune criticità come quello delle verifiche di adozione e quello del flusso informativo ancora carente. Il direttore del Ministero ha poi trattato il tema dei due provvedimenti normativi recenti (Spending review e bozza di schema di regolamento per la riorganizzazione ospedaliera) affermando che le norme “servono a fissare dei paletti, ma sarebbe errato pensare che solo attraverso un Decreto si possa cambiare un sistema, perché è solo attraverso la promozione e l'informazione continua che si può cambiare lo status quo”.
 
All'introduzione del rappresentante ministeriale hanno fatto seguito gli interventi di alcuni Risk manager regionali che hanno fatto il punto sulle attività nelle loro Regioni di appartenenza evidenziando anche i punti di forza e di debolezza del sistema.
 
Il primo a prendere la parola è stato Umberto Fiandra della Regione Piemonte che ha specificato come il meccanismo di base su cui si è agito è stato basato su due capisaldi: la formazione e le verifiche. Fiandra ha poi evidenziato come la Check list sia largamente utilizzata (anche nelle sue  versioni adattate), anche se ha segnalato come vi sia una mancanza di strumenti adeguati per 'fare rete', una certa rigidità burocratica, l'adozione di procedure diverse anche all'interno delle stesse aziende. Anche se il problema più evidente è quello che attiene la scarsa attitudine a condividere i saperi.
 
A seguire la relazione di Giovanna Campanello dell'Emilia Romagna. “Abbiamo adottato un percorso che risponde ai requisiti  Agenas e il progetto è esteso a tutta la Regione”. Punto di partenza in Emilia è stata la costruzione del network SOS.net ove è disponibile (con aggiornamenti) tutta la documentazione. Il sistema prevede due moduli di check list, uno di base e un altro in cui vengono inseriti i dati non conformi. Se in Emilia, la Check list è strutturata e ben coordinata i punti deboli riguarda una certa resistenza dei chirurghi (mentre gli infermieri sembrano essere più aperti), il fatto che la Check list sia in cartaceo e che manca ancora una verifica sulla sostenibilità.
 
Sul palco è poi salito il rappresentante della Regione Sicilia Tommaso Mannone che come altri ha evidenziato come le criticità siano legate alla scarsa attitudine degli operatori alla condivisione e ad una certa 'resistenza' degli operatori . In ogni caso, Mannone ha segnalato l'esigenza di costruire un percorso per rendere più efficace la comunicazione in sala operatoria.
 
Anche per Sabina Sanguineti della Regione Toscana il problema è proprio quello della diffusione dei buoni comportamenti e della difficile misurazione del miglioramento della comunicazioone. Sanguineti ha infine sottolineato come in ogni caso la Check list non dice cosa fare, ma ricorda le cose che ogni operatore già sa fare.
 

22 Novembre 2012

© Riproduzione riservata

Diabete. D’Alba (Federsanità): “Sfida delle cronicità si vince solo attraverso integrazione”
Diabete. D’Alba (Federsanità): “Sfida delle cronicità si vince solo attraverso integrazione”

"Gli Stati Generali sul Diabete 2026 ci permettono di affrontare una patologia che rappresenta il paradigma stesso delle cronicità nel nostro Paese. Il diabete non è più soltanto una sfida...

Aggressioni a operatori sanitari. D’Alba (Federsanità): “Nuova narrazione che restituisca valore al lavoro dei professionisti”
Aggressioni a operatori sanitari. D’Alba (Federsanità): “Nuova narrazione che restituisca valore al lavoro dei professionisti”

"Alla luce dei dati aggiornati sulle aggressioni al personale sanitario, Federsanità ribadisce con forza quanto il tema della ricostruzione del rapporto di fiducia tra cittadini e Servizio sanitario nazionale passi innanzitutto...

Federsanità. Un webinar sulle reti sociali come determinanti di salute
Federsanità. Un webinar sulle reti sociali come determinanti di salute

Nel pieno della fase di attuazione del DM 77 e della costruzione delle Case della Comunità, il tema della partecipazione delle comunità locali torna al centro del dibattito sulla sanità...

Lazio. Accordo tra Regione e Comuni sul Difensore Civico. Federsanità: “Un passo verso una PA più vicina ai cittadini”
Lazio. Accordo tra Regione e Comuni sul Difensore Civico. Federsanità: “Un passo verso una PA più vicina ai cittadini”

Un protocollo per avvicinare la pubblica amministrazione ai cittadini, con una particolare attenzione alle persone più fragili. È questo il senso dell'accordo siglato tra il Difensore civico della Regione Lazio...