Federsanità sulla revisione del regime IVA nei settori in esenzione

Federsanità sulla revisione del regime IVA nei settori in esenzione

Federsanità sulla revisione del regime IVA nei settori in esenzione
Il tema è di particolare rilievo per gli operatori del mondo della sanità: i volumi economici che si generano nel sistema sanitario sono evidentemente di grande rilevanza e, ancor più, la sanità è una sorta di “contributore netto” per quanto concerne l’IVA

L’Unione Europea sta proseguendo nel processo di revisione dell’impianto dell’Imposta sul Valore Aggiunto, la prima fonte di gettito per l’Unione e la seconda per l’Italia.
 
In un periodo in cui le politiche pubbliche indirizzate allo sviluppo e in generale le azioni di generazione e gestione della spesa pubblica hanno una rinnovata evidenza, è significativo il fatto che l’Unione Europea stia valutando la congruenza della propria principale fonte di gettito. Ancora più sintomatico è il fatto che si sia scelto lo strumento di una nuova consultazione pubblica che scadrà il prossimo 25 aprile e che mira a coinvolgere gli stakeholder, in particolare per quanto riguarda la condizione di esenzione-indeducibilità.
 
Il non essere considerati soggetti IVA (tecnicamente l’essere “soggetti esclusi dall’ambito di applicazione dell’IVA”) come avviene in linea generale alle Aziende sanitarie pubbliche o l’operare in attività esenti da IVA, ha comportato sin dall’inizio la perdita del diritto alla detrazione dell’IVA sopportata sugli acquisti dei beni e dei servizi. Il beneficio di non aggravare i servizi sanitari dell’IVA è quindi parzialmente ridotto dall’IVA che deve essere applicata dai fornitori di servizi e prodotti acquistati dalle nostre strutture. Si genera infatti un costo aggiuntivo per l’ente pubblico e per i soggetti anche privati che operano in esenzione.
 
Dato questo contesto, Federsanità-ANCI, partendo da uno studio di Bianchi e Fumagalli che per la prima volta quantificava nel dettaglio il valore della cosiddetta “ IVA occulta” per ciascuna struttura pubblica e per la sanità italiana nel proprio complesso, nonchè evidenziava valori che raggiungono e talvolta superano il 10% dei costi della produzione annui, senza considerare i rilevanti ammontari di IVA generati degli investimenti pluriennali, ha costituito un gruppo di lavoro composto da esperti di Aziende associate, coadiuvato dagli stessi Bianchi e Fumagalli, al fine di predisporre un documento che verrà trasmesso alla Commissione Europea nell’ambito della consultazione pubblica prima accennata.
 
Leggi l’articolo integrale di Alessandro Ricci e Andrea Angheleddu

23 Aprile 2014

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