La sicurezza dei pazienti dev’essere gestita in modo globale

La sicurezza dei pazienti dev’essere gestita in modo globale

La sicurezza dei pazienti dev’essere gestita in modo globale
La gestione del rischio è divenuta una componente fondamentale della Clinical governance: obiettivo di tutti gli operatori è quello di conoscere, identificare e saper affrontare i rischi in sanità. Da qui la concretizzazione di un modello sistemico ed univoco la cui peculiarità è quella di essere un modello aperto che consente il confronto con tutti gli altri attraverso una certificazione esterna.

Nei giorni scorsi è stato presentato il libro sul modello sistemico per la gestione del rischio nelle aziende sanitarie e ospedaliere italiane. Oggi non possiamo nascondere che la sicurezza dei pazienti, il rischio clinico e la sua gestione sono punti critici per tutti i sistemi e quindi devono essere gestiti in modo globale.
 
La gestione del rischio è divenuta una componente fondamentale della Clinical governance: obiettivo di tutti gli operatori è quello di conoscere, identificare e saper affrontare i rischi in sanità. Da qui la concretizzazione di un modello sistemico ed univoco la cui peculiarità è quella di essere un modello aperto che consente il confronto con tutti gli altri attraverso una certificazione esterna.
 
La sua applicazione pratica, inizialmente sperimentata in Molise e successivamente realizzata in due Aziende, ha dimostrato la sua efficacia, oltre ad aver contribuito concretamente alla riduzione delle richieste risarcitorie e quindi alla riduzione del premio assicurativo annuale.
 
Il modello di gestione del rischio di Federsanità-Anci è partito dal lavoro iniziato dal Senatore Amedeo Bianco ed ha come suo obiettivo quello di sapersi adattare sempre alle diverse realtà organizzative. Questo modello fa una “ fotografia del rischio” di partenza che diviene il punto di riferimento iniziale; entra nei processi organizzativi delle attività clinico-assistenziali, nei percorsi diagnostico terapeutici, nel programma esiti, appropriatezza delle cure ma soprattutto nella buona comunicazione con il paziente.
 
E’ stato fatto uno studio molto accurato, un lavoro estenuante che a volte metteva a dura prova l’entusiasmo e la tenacia di coloro che ci hanno lavorato ma, per fortuna, i primi  risultati positivi nelle aziende che lo hanno adottato hanno spinto tutti coloro che hanno collaborato ad andare avanti.
 
Nel libro è descritto tutto il modello che è composto da una struttura modulare, fatta di  tre livelli. Oltre al capitolo di introduzione al modello, il secondo capitolo descrive i requisiti del sistema. In esso sono ben descritti i ruoli e le responsabilità per la realizzazione del sistema di gestione del rischio aziendale.
 
Elemento fondamentale è la formazione, l’addestramento e la sensibilizzazione del personale alla gestione del rischio oltre alla adozione delle raccomandazioni del Ministero della Salute per le condizioni cliniche ed assistenziali ad elevato rischio di errore.
 
L’adozione dei tre livelli del modello delinea  un percorso progressivo che induce al raggiungimento degli obiettivi spontaneamente , tiene conto dei problemi intrinseci delle varie aziende  e si adatta ad esse.
 
Come Direttore Generale ringrazio tutti coloro che hanno lavorato su questo modello ed auspico che diventi filo sottile che unisca tutti noi nella gestione di questa componente fondamentale della Clinical Governance
 
Anna Paola Santaroni
Direttore Generale A.C.I.S.M.O.M. Ospedale «San Giovanni Battista» di Roma
Componente Esecutivo Federsanità Anci

Anna Paola Santaroni

20 Dicembre 2016

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