Scandalo intramoenia. Irregolarità nel 50% dei casi controllati. Ecco il rapporto dei Nas

Scandalo intramoenia. Irregolarità nel 50% dei casi controllati. Ecco il rapporto dei Nas

Scandalo intramoenia. Irregolarità nel 50% dei casi controllati. Ecco il rapporto dei Nas
400 ispezioni tra ospedali e strutture private, 704 posizioni mediche valutate, 356 medici denunciati. Danni per 4 milioni. Questi i numeri dell’operazione dei Nas denominata “Tra le mura” illustrata dal generale Piccinno ai senatori della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Ssn. 

Visite svolte in ospedale ma compensi presi sottobanco, induzione a cure a pagamento presso strutture private, prestazioni in regime libero-professionale in orario istituzionale, falsificazione degli atti per indennità di esclusiva e ancora ingiusti profitti ai danni del Servizio sanitario nazionale.
Questa la fotografia delle irregolarità commesse dai medici dipendenti del Ssn nell'ambito della loro attività libero profesionale, scattata dai carabinieri dei Nas che, nel corso dell’indagine svolta nel 2011 e denominata “Tra le mura", ha portato a verificare l’attività di 704 medici denunciandone oltre la metà, 356 (di cui 337 in intramoenia e 19 in extramoenia) per un danno stimato di 4 milioni di euro.
 
Questi risultati sono stati illustrati dal generale Cosimo Piccinno nel corso di un’audizione alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Ssn, presieduta da Ignazio Marino.
 
Come abbiamo visto il 94,6% dei reati è legato all'attività intramoenia e per questo ha ricordato Marino, è “essenziale una regolamentazione chiara dell’attività intramoenia e un impegno preciso del ministro Balduzzi in questo senso”.

Entrando maggiormente nel dettaglio della relazione illustrata dal generale dei Nas, i reati contestati ai medici denunciati vanno dal peculato per denaro percepito ‘in nero’ per visite mediche fatte per conto dell’ospedale, alla concussione per aver indotto i pazienti a rivolgersi alle strutture private per le cure, all’abuso d’ufficio per attività libero professionale svolta nell’orario di lavoro istituzionale.
 
Tutto questo si riverbera non solo sulle casse del servizio sanitario, ma anche sulle liste di attesa, infatti, come ha riferito Marino, per ottenere un controllo senologico ci sono reparti “in cui servono 426 giorni, o 190 per una visita oculistica, mentre i medici, in teoria presenti nelle strutture pubbliche, esercitavano tranquillamente la loro attività negli studi privati in ‘orario d'ufficio. Tutte queste irregolarità, secondo il comandante dei Nas, dimostrano comunque delle ‘falle’ nel sistema dei controlli”.
 
Dunque che fare? “Una soluzione – secondo Marino – non può che passare per la creazione di una Agenzia di controllo indipendente dalla politica, che svolga l’attività di valutazione e controllo del funzionamento dell’assistenza. Ma anche, più semplicemente, raccolga dati sulle strutture del Ssn. Questa agenzia dovrebbe avere anche poteri sanzionatori e di sospensione, tanto sul pubblico quanto sul privato. E soprattutto che sia pienamente indipendente dalla politica. Una soluzione che ho proposto è che le nomine, tutte tecniche, avvengano a metà legislatura e durino fino a metà della successiva. Per il resto, l'ingerenza della politica potrebbe essere superata con un albo nazionale, concorsi per esami e titoli per direttori sanitari e amministrativi e trasparenza. L'urgenza c'è tutta: d'altra parte, per sapere quanti posti letto ci sono basta un Pc”.
 
Al di là di questa o altre soluzioni è certo che interventi per un migliore controllo del sistema appaiono senz'altro necessari se consideriamo il complesso dell'attività ispettiva dei Nas che, come ha ricordato il generale Piccinno su un totale di 19 mila controlli nel 2011 nell'ambito dell'attività di sicurezza sanitaria, hanno portato all'arresto di 129 persone e di altre 7 mila segnalate all’autorità giudiziaria. Le strutture chiuse o sequestrate sono state 551, 4 milioni i medicinali/dispositivi sequestrati.
 
Un compleso di irregolarità nel settore ospedaliero che hanno riguardato l’esercizio abusivo della professione, l’anomala gestione degli stupefacenti, l’utilizzo dei reagenti scaduti, utilizzo dei dispositivi non sterili, l’utilizzo di dispositivi non sterili o riutilizzo di dipositivi monouso, ma anche la somministrazione di medicinali guasti o imperfetti, l’irregolare smaltimento dei rifiuti ospedalieri, il cattivo stato di conservazione di alimenti.
Senza contare che al momento è in corso un’altra operazione dei Nas denominata “Damage control” che sta svelando un presunto danno per ulteriori 27 milioni di euro e alla denuncia di 300 persone.

14 Marzo 2012

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