Aids. Ministero: “Mai vietato utilizzo della parola profilattico”

Aids. Ministero: “Mai vietato utilizzo della parola profilattico”

Aids. Ministero: “Mai vietato utilizzo della parola profilattico”
La Rai avrebbe dato indicazione di non pronunciare la parola "profilattico" durante gli interventi in trasmissione per la Giornata per la lotta all’Aids. Il ministero della Salute precisa: “Mai dato indicazioni. Ogni altra iniziativa non è responsabilità del ministero ma dei dirigenti Rai”.

La Giornata mondiale per la lotta all’Aids è stata contraddistinta quest’anno dalla polemica sull’assenza, nella campagna per la prevenzione del ministero della Salute, della parola “profilattico”. E la polemica è aumentata dopo la notizia diffusa da alcuno quotidiani online sulla nota interna diffusa dalla Rai e in cui si dava indicazione di non utilizzare la parola “profilattico” all’interno della maratona concordata tra il ministero della Salute e RadioRai per diffondere un messaggio di lotta all’Aids anche attraverso una serie di interventi di esperti.
Il ministero della Salute ha però voluto specificare che “nessuna indicazione è venuta dal Ministero circa l’uso della parola profilattico e preservativo all’interno di programmi Rai nella giornata mondiale dell’Aids lo scorso 1 dicembre”. La precisazione, a firma del portavoce del ministro, Alberto Bobbio, sottolinea che “anche gli esperti indicati dal ministero erano assolutamente liberi nei loro interventi. La Signora  Rosaria Iardino di Nps nella trasmissione ‘Brave Ragazze’ ha parlato sia di test che di preservativo”.
Bobbio ricorda poi che il tema della campagna di sensibilizzazione del ministero, che puntava sullo slogan ‘Non abbassare la guardia, fai il test’, “è stato individuato dalla Commissione Nazionale in accordo con la Consulta delle associazioni”.
Il portavoce di Balduzzi precisa quindi che “il Ministero nella giornata di ieri non ha pubblicato alcuna dichiarazione circa la vicenda. Il Portavoce ha solo precisato, a chi lo ha interpellato, che ‘non risulta assolutamente un intervento di tal genere’”.
“Ogni altra iniziativa – conclude la nota – non è responsabilità del Ministero ma dei dirigenti Rai”.
 

02 Dicembre 2011

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