Anche al Senato indagine su sostenibilità Ssn. La relazione di Dirindin e D’Ambrosio Lettieri

Anche al Senato indagine su sostenibilità Ssn. La relazione di Dirindin e D’Ambrosio Lettieri

Anche al Senato indagine su sostenibilità Ssn. La relazione di Dirindin e D’Ambrosio Lettieri
“La nostra è un’operazione culturale” ci dice Nerina Dirindin, Pd, relatrice insieme a Luigi D’Ambrosio Lettieri, Pdl, dell’Indagine conoscitiva sulla sostenibilità del Ssn che la Commissione sanità del Senato ha deciso di svolgere. Obiettivo:“mettere in luce i meriti e le pecche del Ssn”. L’elenco delle audizioni. 

La Commissione Igiene e Sanità del Senato ha approvato l’indagine conoscitiva sulla “sostenibilità del Servizio sanitario nazionale con particolare riferimento alla garanzia dei principi di universalità, solidarietà ed equità”. I lavori saranno articolati in una serie di audizioni in cui saranno chiamati a dare la propria testimonianza sul tema oggetto dell’indagine, tra gli altri, i ministeri della Salute, dell’Economia e del Lavoro, le Regioni, l’Agenas, la Corte Dei Conti, la Commissione Europea ma anche Ordini e collegi professionali fino a Banca d'italia, Farmindustria, Aifa, e via dicendo.
 
Un panel dunque molto ricco il cui obiettivo è “fare un’operazione culturale” dove l’accento non viene posto solo “sull’aspetto di finanza pubblica che è uno dei problemi”. Quindi – ci spiega la relatrice Nerina Dirindin, Pd, che ha illustrato alla Commissione Sanità gli scopi dell’indagine insieme al suo collega Luigi D’Ambrosio Lettieri, del Pdl – l’indagine si presenta in maniera diversa da quella iniziata alla Camera, dalle due Commissioni Bilancio e Affari Sociali, in quanto “l’approccio sarà multidimensionale per capire alla fine se il sistema è sostenibile. La nostra è un’operazione culturale per cercare di mettere in luce i meriti, ma anche le pecche del Ssn. È una sorta di operazione verità. Dove le buone esperienze che ci sono – sottolinea ancora Dirindin – devono essere individuate e messe in evidenza”.
 
Il tema della sostenibilità del Ssn – si legge nella relazione – deve essere affrontato in un’ottica multidimensionale, rigorosa e globale, non circoscritta ad aspetti parziali.
Dal punto di vista strettamente economico, il dibattito sulla sostenibilità del Ssn è affrontato normalmente con riguardo alla compatibilità della dinamica della spesa sanitaria pubblica rispetto agli obiettivi di finanza pubblica, definiti anche a livello europeo. L’analisi è normalmente svolta con un orizzonte temporale di medio-lungo periodo, sulla base di modelli previsionali che incorporano parametri soprattutto demografici”.
 
Si tratta per Dirindin e D’ambrosio di una sostenibilità circoscritta agli aspetti di finanza pubblica “sicuramente rilevanti” in questa fase ma “limitativi rispetto alle esigenze di conoscenza e valutazione delle dinamiche in atto e delle conseguenti decisioni di politica di tutela della salute da adottare”.
Il sistema – aggiungono – non può essere sostenibile dal punto di vista delle “finanze pubbliche” senza però considerare gli effetti “sui bilanci delle famiglie, sulle persone a rischio di povertà, sulle condizioni di salute della popolazione “.
 
Dunque ferma restando l’importanza della finanza pubblica “non può essere sottaciuta la necessità di integrare la visione con ulteriori e diversi punti di vista” quindi un aspetto multidimensionale che tenga conto il profilo economico in senso ampio, quello ambientale, quello culturale-politico ma anche quello sociale.
 
L’Indagine conoscitiva del Senato avrà un’ottica che non si limita “ai soli aspetti di finanza pubblica, pena una visione limitata e fuorviante, a favore di un approccio globale che tenti di indicare la direzione verso la quale un Paese che intenda confrontarsi seriamente con i temi della tutela della salute dovrebbe procedere”.
 
Dirindin e D’Ambrosio Lettieri hanno illustrato 13 aree di indagine su cui vorrebbero si concentrasse il lavoro della Commissione Sanità del Senato. Tra queste: in quale misura la programmazione sanitaria ha tenuto conto dei i bisogni di salute della popolazione;
– quanto impattano sui costi del SSN i diversi modelli organizzativi adottati dalle regioni e dalle diverse aziende sanitarie della stessa regione;
– quanto incide il diverso finanziamento tra regioni a fronte dell’obbligo di garantire gli stessi livelli essenziali di assistenza;
– quanta parte della popolazione, in questo periodo di recessione, è a rischio di non poter accedere a servizi nelle diverse regioni e per quali ragioni;
– quali tipologie di servizi sono più frequentemente ridimensionati nelle diverse regioni;
– quali sono i costi sopportati dai cittadini per accedere al sistema pubblico;
– quali strumenti sono adottati dal sistema di monitoraggio della garanzia dei livelli essenziali di assistenza e quali sono i possibili interventi di miglioramento; 
– quali sono le possibili ricadute dello sviluppo di forme assicurative, alternative o integrative, di finanziamento, in termini di oneri a carico dei cittadini. 

20 Giugno 2013

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