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Non autosufficienza. Ecco la proposta di legge delega elaborata dalla Commissione presieduta dall’ex ministro Livia Turco


Il testo, presentato di concerto con il ministero della Salute, prevede l'adozione di “Linee guida nazionali per l’inclusione e la promozione dell’accessibilità delle persone anziane e fragili ai servizi e alle risorse del territorio” sulla base delle quali costruire appositi Piani d'azione sul territorio. Previste forme innovative di coabitazione solidale domiciliare per le persone anziane e anche misure di sostegno ai familiari conviventi impegnati nell’assistenza diretta alla persona non autosufficiente. Fondo per la non autosufficienza da adeguare ogni tre anni. IL TESTO

28 GEN - La Commissione "Interventi sociali e politiche per la non autosufficienza" istituita presso il Ministero del Lavoro e Politiche sociali e presieduta dall’ex ministro della Salute Livia Turco ha ultimato i suoi lavori per la redazione di un disegno di legge delega sulla non autosufficienza. 
Il testo che siamo in grado di anticipare è stato trasmesso nei giorni scorsi dal ministro Orlando con il concerto del ministero della Salute alla Presidenza del Consiglio ed ora all’esame del Governo. 
 
Secondo il provvedimento il Governo è delegato a adottare entro dodici mesi uno o più decreti legislativi finalizzati a promuovere le condizioni di vita e di assistenza delle persone anziane e riordinare, semplificare, potenziare, ed integrare maggiormente, anche in via progressiva, la presa in carico delle persone in condizioni di non autosufficienza
 
L'Esecutivo, su iniziativa del Ministro del lavoro, dovrà inoltre adottare le “Linee guida nazionali per l’inclusione e la promozione dell’accessibilità delle persone anziane e fragili ai servizi e alle risorse del territorio”. Sulla base delle Linee Guida nazionali sono adottati, a livello regionale e locale, appositi Piani d’azione. Mediante tali Piani si promuove l’accessibilità universale delle persone con fragilità alla concreta fruizione dei servizi sociali e sanitari, degli spazi urbani, dell’ambiente naturale e delle iniziative e dei servizi ricreativi, commerciali e culturali.
 
Questi Piani d'azione, tra le altre cose, prevedono: interventi per l’invecchiamento attivo; interventi per lo sviluppo di azioni facilitanti l’esercizio dell’autonomia e della mobilità delle persone anziane nei contesti urbani ed extraurbani; interventi volti al rafforzamento della capacità dei sistemi sanitari di rispondere alle esigenze degli anziani; interventi per la promozione della partecipazione delle persone anziane e delle persone non autosufficienti e l‘esercizio dei diritti civili e politici; interventi e servizi di sostegno sociale e psicologico volti a promuovere abitudini e stili di vita che combattano l’isolamento; interventi volti a ridurre il ritardo e le difficoltà d’uso delle nuove tecnologie da parte della popolazione anziana; interventi di sostegno delle esperienze di solidarietà e di promozione culturale intergenerazionali.
 
Il Governo, le Regioni e gli Enti Locali dovranno inoltre adottare il principio della programmazione integrata al fine di garantire l’universalità di accesso ai servizi, alle prestazioni, ai trattamenti in relazione alle necessità delle persone e degli anziani non autosufficienti.
 
Nel provvedimento si spiega che nell’ambito dell’attuazione dei progetti di cui alle missioni 5 e 6 unitamente a quelli concernenti la rigenerazione urbana e la mobilità accessibile e sostenibile del Pnrr, si dovranno promuovere forme innovative di coabitazione solidale domiciliare per le persone anziane, adeguando le modalità di offerta dei servizi sociali, attraverso l’attivazione dei progetti di intervento necessari al fine di garantire concretamente la prosecuzione della vita, in condizioni di dignità e sicurezza, anche all’interno di contesti quali: case, case famiglia, gruppi famiglia, gruppi appartamento e condomini solidali, fornendo idonei supporti informativi e tecnici.
 
Vengono previste anche misure di sostegno ai familiari conviventi impegnati nell’assistenza diretta alla persona non autosufficiente. Questo avverrebbe attraverso la previsione di attraverso l’introduzione di specifiche tutele nell’ambito previdenziale e assicurativo e per l’inserimento e il reinserimento nel mercato del lavoro; interventi di formazione e di certificazione delle competenze professionali acquisite nel corso dell’esperienza sviluppata; interventi di sostegno anche psicologico, evitando che dal loro impegno assistenziale possa derivare un pregiudizio alla vita lavorativa, al completamento di percorsi di studio e formazione, nonché all’esercizio delle responsabilità genitoriali e educative nei confronti dei figli minori di età. 
 
Si prevedono poi misure per la formazione di colf e badanti e per la loro regolarizzazione

 
Si richiama poi ad un rafforzamento degli ambiti sociali territoriali, oltre alla revisione e semplificazione delle procedure di valutazione e delle procedure amministrative destinate alle modalità di svolgimento delle procedure di accertamento della condizione di non autosufficienza, alle modalità e agli oneri necessari per l’accesso e la fruizione di servizi e interventi per le persone, per le quali si è già svolto il procedimento di accertamento e valutazione delle condizioni bio-psico-sociali determinanti una autonomia personale ridotta a causa di vecchiaia o di altra patologia cronica invalidante. Viene poi previsto un rafforzamento del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
 
A livello locale le amministrazioni dovranno promuovere almeno annualmente, con il supporto degli ATS (Ambiti Sociali Territoriali) e delle Case di Comunità, eventi di partecipazione diffusa dei cittadini e una specifica “giornata della partecipazione sociale”, quali momento di ascolto e di confronto di tutti i cittadini in ordine alle valutazioni e alle scelte di politica sociale del territorio. Oltre a questo si apre al riconoscimento di crediti formativi per gli studenti che assumono e svolgono con continuità azioni di volontariato debitamente attestate - quali occasioni di incontro, nonché di collaborazione anche per piccole incombenze - per persone anziane e persone non autosufficienti, sia presso le strutture residenziali o semiresidenziali che a domicilio.
 
Il Governo, su iniziativa del Ministero per l'Università, viene demandato ad emanare uno o più decreti legislativi per la riforma dei percorsi di studio e di formazione delle figure professionali necessarie all’evoluzione del sistema di assistenza e cura alle persone anziane e alle persone non autosufficienti, nonché allo sviluppo della ricerca in materia.
 
Con scadenza triennale, il Governo dovrà procedere all’adeguamento del Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza per sostenere il progressivo consolidamento strutturale del sistema dei livelli essenziali delle prestazioni sociali a favore di tutte le persone non autosufficienti sull’intero territorio nazionale e per garantirne l’integrazione con il sistema dei servizi sanitari. Il Governo viene, infine, delegato a adottare, entro dodici mesi, decreti legislativi per la definizione di ulteriori modalità di finanziamento del sistema dei servizi e degli interventi per la presa in carico delle persone non autosufficienti sulla base di alcuni princìpi e criteri.

28 gennaio 2022
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