Covid. Costa: “Possibile estensione oltre i 6 mesi del limite temporale per la somministrazione della dose unica nei soggetti guariti”

Covid. Costa: “Possibile estensione oltre i 6 mesi del limite temporale per la somministrazione della dose unica nei soggetti guariti”

Covid. Costa: “Possibile estensione oltre i 6 mesi del limite temporale per la somministrazione della dose unica nei soggetti guariti”
"In considerazione del fatto che le conoscenze scientifiche in merito a questo argomento sono in rapida evoluzione, l'Aifa assicura il proprio impegno nel continuo aggiornamento delle evidenze, per sostenere nel modo migliore la campagna vaccinale. In particolare, la possibilità di estendere oltre i 6 mesi  la somministrazione della dose unica nei soggetti guariti è all'attenzione della stessa Aifa". Così il sottosegretario Costa rispondendo all'interrogazione di Noja (IV). 

"In considerazione del fatto che le conoscenze scientifiche in merito a questo argomento sono in rapida evoluzione, l'Aifa assicura il proprio impegno nel continuo aggiornamento delle evidenze, per sostenere nel modo migliore la campagna vaccinale. In particolare, la possibilità di estendere oltre i 6 mesi il limite temporale per la somministrazione della dose unica nei soggetti guariti dal Covid-19, a supporto della quale stanno emergendo dati scientifici, è all'attenzione della stessa Aifa".
 
Così il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, rispondendo ieri in Commissione Affari Sociali alla Camera all'interrogazione sul tema presentata da Lisa Noja (IV).
 
Di seguito la risposta integrale del sottosegretario Costa.
 
"La Circolare del Ministero della salute n. 8284 del 3 marzo 2021, recante «Vaccinazione dei soggetti che hanno avuto un'infezione da SARS-CoV-2», indica che: «è possibile considerare la somministrazione di un'unica dose di vaccino anti-SARS-CoV-2/COVID-19 nei soggetti con pregressa infezione da SARS-CoV-2», purché la vaccinazione venga eseguita ad almeno 3 mesi di distanza dalla documentata infezione e preferibilmente entro i 6 mesi dalla stessa.

Ciò non è da intendersi applicabile ai soggetti che presentino condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici. In questi soggetti, non essendo prevedibile la protezione immunologica conferita dall'infezione da SARS-CoV-2 e la durata della stessa, si raccomanda di proseguire con la schedula vaccinale proposta (doppia dose per i tre vaccini ad oggi disponibili).
Tale indicazione è conforme al parere espresso dal Gruppo permanente sull'infezione da SARS-Cov-2 del Consiglio Superiore di Sanità, trasmesso al Ministero della salute con nota del 3 marzo 2021, e a quello espresso dall'Agenzia Italiana del Farmaco-AIFA in data 23 febbraio 2021, che ha anche ribadito l'inutilità di test sierologici o molecolari prima e dopo la vaccinazione.

Diverse pubblicazioni concordano sul fatto che nelle persone con pregressa infezione da SARS-CoV-2, la risposta immunitaria evocata dalla prima dose di vaccino è robusta, e paragonabile o persino superiore a quella ottenuta con due dosi nei soggetti sieronegativi al momento della vaccinazione.
La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha suggerito di attendere 6 mesi prima sottoporre a vaccinazione anti-SARS-Cov-2/COVID-19 i soggetti con pregressa infezione da SARS-CoV-2 confermata.

Ciò premesso, in considerazione che le conoscenze scientifiche in merito a questo argomento sono in rapida evoluzione, l'AIFA assicura il proprio impegno nel continuo aggiornamento delle evidenze, per sostenere nel modo migliore la campagna vaccinale.
In particolare, la possibilità di estendere oltre i 6 mesi il limite temporale per la somministrazione della dose unica nei soggetti guariti dal COVID-19, a supporto della quale stanno emergendo dati scientifici, è all'attenzione della stessa AIFA". 

25 Giugno 2021

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