Liste d’attesa, Schillaci: “Legge funziona dove applicata, tutti facciano la loro parte”

Liste d’attesa, Schillaci: “Legge funziona dove applicata, tutti facciano la loro parte”

Liste d’attesa, Schillaci: “Legge funziona dove applicata, tutti facciano la loro parte”

Sui tempi delle prestazioni e l'intramoenia il ministro della Salute ha ribadito in un'intervista a Nuova Sardegna: "L'attività in intramoenia non deve superare il servizio pubblico, se questo non accade la Regione dovrebbe prendere provvedimenti". Si associa poi alla presidente Meloni chiedendo "la collaborazione di tutti" sulle liste d'attesa, in cui permangono tempi che ammette essere troppo lunghi. 

Il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha difeso la legge Liste d’Attesa, rimarcando che “dove la legge viene applicata, il trend è positivo” in un’intervista a “Nuova Sardegna”. Durante l’informativa alla Camera dei Deputati, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ammesso l’esistenza di tempi ancora troppo lunghi e di marcate differenze regionali sulle liste d’attesa, pur rivendicato l’impegno del governo sulla sanità.

“Ammetto, ma è quasi scontato che il miglioramento non sia dappertutto” ha confermato Schillaci. Il rimedio a queste lunghe attese “è nell’applicazione delle norme che abbiamo varato con largo consenso. Sono aumentate le prestazioni, molte strutture ora sono aperte anche nel weekend e si fa un uso più equilibrato della libera professione nelle strutture pubbliche”.

Il ministro della Salute ha chiesto, accodandosi alla presidente Meloni, un supporto maggiore dalle Regioni: “Noi facciamo la nostra parte sia nell’assistere chi vuole migliorare che nell’intervenire con ispettori e Nas quando le situazioni sono indegne. Come ha detto recentemente anche il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, serve la collaborazione di tutti”.

Intramoenia: non deve diventare unica scorciatoia per chi paga

Sulle tempistiche delle prestazioni, preoccupa la possibilità di un ricorso sistematico all’intramoenia, che ad oggi è l’unico strumento per il cittadino pagante di accorciare le lunghe attese. “La legge sulle liste d’attesa è chiara su questo punto – ha ribadito Schillaci a “Nuova Sardegna” –. Il direttore generale dell’azienda deve garantire e vigilare che l’attività in intramoenia non superi quella che il servizio pubblico deve assicurare nell’erogare visite ed esami”.

“Non è un caso – ha aggiunto il ministro – se nell’ultima campagna dei Nas ho chiesto controlli specifici sull’intramoenia. Detto ciò, l’azienda deve garantire i controlli e, se questo non accade, la Regione dovrebbe prendere provvedimenti. I direttori generali sono nominati dai vertici regionali e, anche volendo, il ministero non può intervenire direttamente”.

PNRR, prevenzione e salute mentale

Schillaci ha confermato di aver insistito sulla rinegoziazione con l’Unione Europea dei Fondi PNRR su digitalizzazione e telemedicina, con l’ottenimento di 500 milioni. Investimenti che dovrebbero essere di supporto alle Regioni: “Questi fondi vanno destinati alle Regioni che hanno l’obbligo di spenderli per garantire continuità assistenziale, soprattutto nelle aree interne e in quelle disagiate. Le nuove tecnologie che rappresentano uno strumento importante per una più efficace dei pazienti cronici. Ritengo che le Regioni abbiano tutto l’interesse a investire nella sanità digitale e il Ministero sta dando tutto il supporto necessario alle amministrazioni che incontrano difficoltà”.

Nell’intervista, il ministro ha dedicato spazio ai due punti protagonisti del suo mandato: la salute mentale e la prevenzione. Sul Piano Salute Mentale ha ribadito “Questo piano arriva dopo 13 anni di vuoto e abbiamo assicurato che abbia finanziamento adeguati, anche per le assunzioni di personale. È un provvedimento che punta a rafforzare i servizi attraverso il Dipartimento unico integrato, introduce lo psicologo di base, promuove la cultura della salute mentale che contrasti lo stigma e sostiene una maggiore integrazione dei servizi in ottica multidisciplinare”.

Sulla prevenzione: “Abbiamo stanziato risorse cospicue per la prevenzione nell’ultima Legge di Bilancio di cui 238 milioni annui per potenziare, tra l’altro, gli screening oncologici del cancro alla mammella e al colon-retto e ulteriori risorse per rafforzare le attività di promozione dei corretti stili di vita. Sono fondi strutturali che già permettono di aumentare la spesa in prevenzione. Le Regioni dovranno fare la loro parte anche in questo campo”, ha concluso  Schillaci.

10 Aprile 2026

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