I nuovi Livelli essenziali di assistenza diventano realtà. Dopo il via libera arrivato nei mesi scorsi e le anticipazioni già pubblicate da Quotidiano Sanità, sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale il Dpcm e il decreto ministeriale che aggiornano i Lea, con circa 800 tra nuovi servizi, prestazioni e terapie introdotti attraverso modifiche, sostituzioni e revisioni delle voci precedenti.
Un aggiornamento che interviene su un ventaglio molto ampio di aree, dalla prevenzione all’oncologia, passando per malattie rare e croniche, gravidanza e specialistica ambulatoriale. Il provvedimento entrerà in vigore tra 30 giorni.
“Con la pubblicazione dei nuovi LEA in Gazzetta Ufficiale scriviamo un capitolo decisivo per dare ai cittadini un Servizio Sanitario Nazionale più moderno, più equo e più vicino ai loro reali bisogni di salute”, afferma il ministro della Salute Orazio Schillaci. “Si tratta di un provvedimento che ho fortemente voluto per garantire a tutti gli italiani, ovunque risiedano, l’accesso a prestazioni e servizi innovativi. Perché non ci siano una sanità di serie A e una di serie B, ma ci sia un Servizio Sanitario Nazionale più giusto per tutti”.
L’ultimo aggiornamento organico dei Lea risaliva al 2017, anche se, ricorda oggi il Ministero, la sua piena attuazione è arrivata soltanto nel 2024 con lo sblocco del decreto tariffe. Il precedente Dpcm sui Lea era invece del 2001.
Screening neonatali: entra la Sma e si amplia lo SNE
Tra le novità di maggiore rilievo c’è l’introduzione su tutto il territorio nazionale dello screening neonatale per l’atrofia muscolare spinale (Sma). Viene inoltre ampliato il programma di Screening neonatale esteso, che comprenderà altre otto patologie metaboliche e rare.
Come già anticipato da Quotidiano Sanità in occasione dell’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni, nel pacchetto rientrano patologie come immunodeficienze combinate gravi, mucopolisaccaridosi di tipo I, adrenoleucodistrofia legata all’X, malattia di Pompe, Fabry e Gaucher. Lo screening dovrebbe interessare oltre 390 mila neonati ogni anno.
Gravidanza, arrivano i test prenatali non invasivi
L’aggiornamento introduce inoltre tra le prestazioni garantite dal Ssn i test prenatali non invasivi, insieme a nuove prestazioni per il controllo della gravidanza fisiologica, con l’obiettivo di rafforzare la tutela della salute della madre e del nascituro.
Nel precedente testo esaminato dalle Regioni figurava, in particolare, il Nipt sul DNA fetale per le principali trisomie, con una platea potenziale stimata in oltre 90 mila donne all’anno. Tra le nuove prestazioni specialistiche erano state previste anche l’elastografia epatica, nuovi test genetici e ulteriori tecnologie diagnostiche.
Tumori, nuovo programma nazionale per BRCA1 e BRCA2
Importante anche il capitolo oncologico. I nuovi Lea prevedono prestazioni per una migliore caratterizzazione del carcinoma mammario ormonoresponsivo in stadio precoce, con l’obiettivo di indirizzare le pazienti verso la terapia più efficace.
Parte inoltre a livello nazionale un programma di screening e sorveglianza per la ricerca delle varianti patogenetiche dei geni BRCA1 e BRCA2 nelle familiari di pazienti con tumore della mammella o dell’ovaio risultate positive alle mutazioni. Per le donne sane nelle quali venga identificata la variante genetica sono previsti percorsi di sorveglianza attiva comprendenti, tra l’altro, visite senologiche, ecografie e mammografie, per favorire una diagnosi precoce.
Viene inoltre aggiornata la radioterapia, prevedendo un percorso unitario che comprende sia il trattamento sia le prestazioni preparatorie.
Malattie croniche e rare: si allarga il perimetro delle esenzioni
Novità anche sul fronte delle malattie croniche e invalidanti, con l’ingresso di nuove patologie e di ulteriori prestazioni in esenzione. Vengono inoltre inserite nuove malattie rare esenti e aggiornate le definizioni di patologie o gruppi di patologie rare già presenti nei Lea.
Nel testo sul quale le Regioni avevano espresso parere favorevole erano previste, tra le nuove patologie croniche esenti, la sindrome fibromialgica nelle forme gravi, l’idrosadenite suppurativa e la malattia polmonare da micobatteri non tubercolari.
Spazio anche ai disturbi dell’alimentazione e della nutrizione, con l’introduzione della terapia psicoeducazionale individuale e di gruppo già prevista nel pacchetto approvato dalla Conferenza Stato-Regioni.
Via anche alle prestazioni obsolete
L’operazione non consiste però soltanto nell’aggiunta di nuove prestazioni. Il nuovo assetto interviene anche sul catalogo della specialistica ambulatoriale, introducendo nuove prestazioni e cancellando quelle considerate ormai obsolete.
Una revisione che punta dunque ad accompagnare l’innovazione tecnologica e clinica con un lavoro di appropriatezza e razionalizzazione dell’offerta.
Quando il pacchetto era stato approvato dalle Regioni, l’impatto finanziario delle misure che comportavano nuovi oneri era stato quantificato in circa 149,5 milioni di euro l’anno, coperti attraverso risorse già stanziate; a queste si affiancavano numerosi interventi definiti “isorisorse”.
Per Schillaci quello arrivato oggi al traguardo è “un risultato storico” che deve consentire al Servizio sanitario pubblico di tenere il passo con l’innovazione senza dover attendere anni per renderla disponibile ai cittadini. Allo stesso tempo, sottolinea il Ministro, l’eliminazione delle prestazioni obsolete contribuirà a rafforzare la sostenibilità del Ssn.