Covid. Draghi: “Pandemia non è finita, la variante Delta crea incertezza. Ora più tamponi e sequenziamento, altri fanno più di noi”. E poi su Ema: “Troppa confusione, va rinforzata”

Covid. Draghi: “Pandemia non è finita, la variante Delta crea incertezza. Ora più tamponi e sequenziamento, altri fanno più di noi”. E poi su Ema: “Troppa confusione, va rinforzata”

Covid. Draghi: “Pandemia non è finita, la variante Delta crea incertezza. Ora più tamponi e sequenziamento, altri fanno più di noi”. E poi su Ema: “Troppa confusione, va rinforzata”
Il presidente del Consiglio in conferenza stampa al termine del Consiglio europeo ha fatto il punto sull’emergenza Covid. “La variante Delta sta creando incertezza anche sulla ripresa economica”. E sull’Italia: “Prima di tutto teniamo alta la pressione sui tamponi: continuiamo a farli. È molto, molto importante per individuare con prontezza lo sviluppo di nuove varianti e di nuovi contagi. In Consiglio è venuto fuori che molti Paesi sequenziano molto, molto più di noi”.

“La pandemia non è finita, non se siamo ancora fuori, va ancora affrontata con determinazione, attenzione e vigilanza. In Inghilterra vediamo come la diffusione della variante Delta stia creando incertezza nella ripresa economica su cui l'Inghilterra era avviata molto bene. Non vogliamo trovarci in questa situazione né soprattutto, in autunno, quando ricominciano le scuole, quando i trasporti tornano ad essere pieni, non vogliamo trovarci nella situazione dello scorso anno. È passato un anno, avremmo pure imparato qualcosa”. È questo l’avvertimento del presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa dopo il Consiglio Ue.
 
Draghi ha evidenziato come per combattere la pandemia di Covid-19 “prima di tutto teniamo alta la pressione sui tamponi: continuiamo a farli. E' molto, molto importante per individuare con prontezza lo sviluppo di nuove varianti e di nuovi contagi. E sequenziamo molto di più: nella discussione che c'è stata è venuto fuori che molti Paesi sequenziano molto, molto più di noi”.
 
E poi un passaggio sull’Agenzia del farmaco europea. “È presto per dire” come riformare l'Ema “però ho sollevato io stesso il tema e c'è stata una certa convergenza. È un aspetto complesso ma certamente nell'ultimo anno abbiamo visto una certa difformità di pronunciamenti tra Ema e le autorità nazionali, esitazioni – certamente anche dovute al fatto che tutti apprendevamo in corso d'opera – però si è vista una notevole confusione. Credo che Ema abbia bisogno di essere rinforzata per avere i poteri che le spettano e che altre agenzie esercitano in altri Paesi, pensiamo agli Usa”.
 
Infine sui vaccini russo e cinese non ancora approvati in Europa: “Lo Sputnik non è riuscito ad ottenere l'approvazione dell'Ema e forse non lo sarà mai. Il vaccino cinese non è adeguato ad affrontare la pandemia”.


 

 

25 Giugno 2021

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