Disabilità. Interrogazione parlamentari PD al ministro del Lavoro su attuazione Piano biennale disabili

Disabilità. Interrogazione parlamentari PD al ministro del Lavoro su attuazione Piano biennale disabili

Disabilità. Interrogazione parlamentari PD al ministro del Lavoro su attuazione Piano biennale disabili
In particolare le parlamentari Amato, Argentin e Biondelli chiedono di sapere con quali criteri sono stati individuati i 41 ambiti territoriali, quali siano nello specifico i progetti che dovranno essere avviati, dove sono stati reperiti i 3 milioni e 200 mila euro e con quali criteri saranno divise tali risorse tra i 41 ambiti territoriali individuati.

In una interrogazione ai Ministri del Lavoro e delle Politiche sociali le parlamentari del Partito Democratico Maria Amato, Ileana Argentin e Franca Biondelli, da sempre molto attente ai temi della disabilità, chiedono lumi sullo stato di attuazione del Piano d’azione biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabili, di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 4 ottobre 2013.
 
“Una delle priorità del Piano è la linea d’intervento volta alle Politiche, servizi e modelli organizzativi per la vita indipendente e l’inclusione nella società” spiega Maria Amato nelle premesse all'interrogazione.
“L’obiettivo principale di tale linea d’azione – prosegue – è la definizione di linee comuni per l’applicazione dell’articolo 19 della Convenzione Onu (Vita indipendente ed inclusione nella società ndr) che fissa criteri guida per la concessione di contributi, per la programmazione degli interventi e servizi e la redazione dei progetti individualizzati tali da permettere  alle persone disabili di compiere autonomamente le scelte sulla propria esistenza”.
 
Maria Amato aggiunge “apprendo da un articolo pubblicato  sulla rivista del Redattore Sociale che il Ministero delle Politiche Sociali  avrebbe messo a disposizione 3 milioni e 200 mila euro per i primi progetti e sarebbero coinvolte quasi tutte le regioni. Con questa prima iniziativa di sperimentazione di interventi omogenei sui territori nazionali si mira a dare concreta attuazione non solo alle disposizioni della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità ma anche alla legge nazionale in materia di vita indipendente”.
 
“L’iniziativa avrebbe quindi come obiettivo generale di avviare un percorso condiviso di promozione della vita indipendente mirando ad una opportuna omogeneità di intervento sul territorio nazionale, nel rispetto della autonomia programmatoria delle Regioni, tanto che sono stati individuati 41 ambiti territoriali su quasi tutto il territorio nazionale e nell’ultima parte del 2013 sono stati stipulati i protocolli di intesa con le regioni aderenti”.
 
“Con quali criteri sono stati individuati i 41 ambiti territoriali nonché quali siano nello specifico i progetti che dovranno essere avviati? – chiede la Amato e soprattutto “a dover di trasparenza “ dove sono stati reperiti i 3 milioni e 200 mila euro e con quali criteri saranno divise tali risorse tra i 41 ambiti territoriali individuati”.
 
“La vita indipendente – conclude la deputata del Pd – è un sacrosanto diritto del cittadino disabile e non, occorre seguire percorsi chiari ed equi e soprattutto efficienti al fine di raggiungere l’obiettivo più lodevole del dispositivo: rispetto della dignità di vita di ogni soggetto, soprattutto quando vive in condizioni di fragilità e fragilità”. 

20 Febbraio 2014

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