Fecondazione. Morresi: “Lorenzin manterrà impegno a inserire la Pma nei Lea”

Fecondazione. Morresi: “Lorenzin manterrà impegno a inserire la Pma nei Lea”

Fecondazione. Morresi: “Lorenzin manterrà impegno a inserire la Pma nei Lea”
Attualmente sono in corso dei tavoli tecnici quindi al ministero si sta lavorando affinché la procreazione medicalmente assistita sia inserita nei Lea. A dirlo la consulente del ministro della Salute per la Pma Assuntina Morresi ribadendo quindi che Lorenzin “manterrà gli impegni presi" su questo tema.

Al ministero si sta lavorando affinché la procreazione medicalmente assistita sia inserita nei Lea come annunciato dalla ministra della Salute, Beatrice Lorenzin. Ad assicurarlo la consulente del ministro della Salute per la Pma Assuntina Morresi, intervenendo a un convegno organizzato oggi alla Camera da 9 associazioni di coppie infertili sul tema della fecondazione assistita.
 
Il convegno ha messo l'accento proprio sulle criticità legate alla Pma in Italia e denunciate dalle associazioni. In particolare: dai ritardi nella definizione delle linee guida, alle sperequazioni nel trattamento sanitario tra le diverse Regioni nell'attesa che le pratiche di Pma, omologa ed eterologa, vengano inserite nei Lea".
 
"Sull'inserimento della procreazione medicalmente assistita nei Livelli essenziali di assistenza – sono state le parole di Morresi – Lorenzin manterrà gli impegni presi”. Aggiungendo che “sono in corso dei tavoli tecnici quindi si sta lavorando su questo tema”.
 
Antonino Guglielmino, direttore dell'Istituto di medicina e biologia della riproduzione Umr/Hera, ha ricordato come “in alcune Regioni come la Calabria il 100% dei cicli di Pma venga effettuato in centri privati”, ma anche nel Lazio la percentuale si avvicina all'85%. Al contrario, in Valle d'Aosta la totalità dei cicli avviene nel pubblico. In linea generale, i dati della Relazione al Parlamento sulla fecondazione assistita 2012 "parlano del 37,4% di cicli che in Italia avvengono in strutture pubbliche – ha ricordato l'esperto – e del 35% in strutture private”. Ma a preoccupare sono appunto le differenze a volte abissali fra una Regione e l'altra.

11 Dicembre 2014

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