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Festival di Sanremo. Il messaggio di Schillaci agli italiani: “La prevenzione è fondamentale. Bisogna sottoporsi agli screening”
“Durante la pandemia sono saltati oltre 2 milioni di screening. Oggi i numeri per fortuna sono in ripresa ma non dobbiamo abbassare la guardia. Soprattutto dobbiamo far sì che i cittadini rispondano alle sollecitazioni aderendo agli screening proposti dal nostro Ssn. Questo è il messaggio chiaro da dare” ha detto il Ministro al talk show dedicato alla prevenzione dei tumori organizzato a Casa Sanremo
“Il messaggio del professor Umberto Veronesi, lo storico oncologo morto nel 2016, è ancora oggi attuale: la medicina del terzo millennio è una medicina che sta facendo dei passi di gigante. Soprattutto e anche nella cura dei malati oncologici abbiamo nuove terapie, nuovi protocolli. Però credo che sia importante ribadire quello che tanti anni fa aveva detto Veronesi: la prevenzione è fondamentale”.
È questo il messaggio lanciato dal ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenuto al talk show dedicato alla prevenzione dei tumori organizzato a Casa Sanremo al Palafiori, dove il Ministero della Salute è presente con uno stand informativo proprio per promuovere la campagna di sensibilizzazione volta a rafforzare la cultura della prevenzione e incentivare l’adesione agli screening.
“L’Italia è uno dei Paesi più longevi al mondo – ha sottolineato Schillaci – e questo ci deve soprattutto indurre a far sì che un domani ci siano meno malati, non solo per far sì che il costo sul sistema sanitario nazionale sia ridotto, ma per far sì che i cittadini stiano meglio, vivano meglio, e per questo credo che la prevenzione sia l’argomento più importante, insieme ovviamente alla cura quotidiana di tutti malati”.
E proprio la prevenzione ha subito un impatto importante a causa della pandemia ha ricordato il ministro. “Credo che uno degli effetti peggiori della pandemia sia stato proprio quello sui malati oncologici – ha detto – sono saltate tante visite, tanti screening perché i pazienti avevano paura ad andare in ospedale. Sono saltati, credo, oltre 2 milioni di screening. Oggi i numeri per fortuna sono in ripresa ma non dobbiamo abbassare la guardia – ha affermato – soprattutto dobbiamo far sì che i cittadini rispondano alle sollecitazioni aderendo agli screening proposti dal nostro Ssn. Credo che questo sia un messaggio chiaro da dare in una sede importante come questa dove ci sono molte persone che seguono il Festival ed è il motivo per cui sono qui”
Gli screening, ha ricordato poi Schillaci, vengono fatti sul tumore dell’utero, sul cancro della mammella e sul tumore del colon retto: “Questi sono attualmente i tre screening presenti all’interno dei Lea nel nostro sistema sanitario nazionale. Io però credo che oltre il 50% dei cittadini spesso non vada a farli, e purtroppo c’è anche una disparità importante di risposta tra regioni e regioni. Su questo – ha sottolineato – ci dobbiamo impegnare e il messaggio deve essere chiaro: lo screening va fatto e lo screening aiuta a evitare malattia e purtroppo le conseguenze più brutte di questa malattia”.
Sul perché delle reticenze degli italiani a non aderire alla campagne di screening, per Schillaci il motivo è culturale: “Bisogna affrontare il problema entrando nelle scuole anche con i bambini più piccoli. Un programma che abbiamo in mente di portare avanti anche con altri ministri di questo Governo. Dobbiamo trasmettere il messaggio dell’importanza dello stile di vita e la prevenzione”.
Certo bisogna anche fare i conti con le liste di attesa che non aiutano a recuperare il tempo perso. “Sono una delle mie priorità e del ministero della salute – ha spiegato il ministro – , su questo punto dobbiamo avere approccio pragmatico. Dobbiamo razionalizzare ed evitare esami inutili soprattutto nella diagnostica per immagini. Credo che ogni malato debba essere preso in carico da un medico o una struttura e devono essere questi a decidere quali esami fare”.
Altro aspetto importante, ha aggiunto, è che “non dobbiamo chiudere le liste di attesa, ma dobbiamo mettere nel sistema tutte le possibilità che ha il cittadino, quindi sia la sanità pubblica che la sanità privata convenzionata. Bisogna anche aumentare il controllo sulle singole sedi per capire chi opera meglio e con una tempistica ottimale”.
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