Governo. Fascia C resta in farmacia. Concorso straordinario per aprire 5 mila nuove sedi

Governo. Fascia C resta in farmacia. Concorso straordinario per aprire 5 mila nuove sedi

Governo. Fascia C resta in farmacia. Concorso straordinario per aprire 5 mila nuove sedi
Ad illustrare i contenuti del decreto liberalizzazioni è stato il ministro della Salute Balduzzi nel corso della conferenza stampa a termine del CdM.  "La scelta di fondo, molto forte, è di ampliare la pianta organica". "Attenzione rivolta anche ai farmacisti che lavorano in punti diversi dalla farmacia".

I farmaci di fascia C con obbligo di ricetta rimarranno esclusiva delle farmacie. A confermare le indiscrezioni di oggi sul nuovo testo del decreto legge sulle liberalizzazioni è stato il ministro della Salute, Renato Balduzzi, nel corso della conferenza stampa organizzata a termine del Consiglio dei Ministri (in attesa del testo ufficiale, ecco la nuova bozza oggi all'esame del CdM. L'articolo 11 è quello riguardante le farmacie).
 
"Tra le ipotesi che avevo studiato in questi giorni – ha spiegato Balduzzi – c'era quella di considerare per default" la possibilità di vendita dei farmaci di fascia C con ricetta nelle parafarmacie e nei corner della grande distribuzione organizzata "ove i tempi previsti per l'ampliamento della pianta organica attraverso un concorso straordinario non fossero stati rispettati. Ragioni di carattere tecnico ci hanno però sconsigliato di seguire questa strada e di seguire invece la strada dei poteri sostitutivi dello Stato", che in caso di mancato rispetto dei tempi per bandire i concorsi per l'apertura delle sedi nominerà un commissario che si occuperà di espletare le procedure. Il Governo procederà quindi con "la scelta molto forte, rispetto alla quale confidiamo sicuramente nella comprensione da parte di tutti gli operatori, di ampliare la pianta organica attraverso un unico, grande concorso straordinario per l'apertura di 5.000 nuove farmacie".

Il principio che ha guidato il Governo in tema di farmacie, ha spiegato il ministro della Salute, è stato quello di "realizzare un'apertura, un respiro, in un settore che è molto regolamentato e il cui inserimento organico nel Ssn ne fa un settore molto peculiare". Questo si realizzerà "anzitutto attraverso l'ampliamento della pianta organica e un conseguente concorso straordinario riservato a farmacisti non titolari e farmacisti titolari di farmacia rurale sussidiata per i farmacisti così da arrivare ad aumento consistente delle 18.000 farmacie esistenti nell'ordine di oltre 5.000 nuove sedi. Per garantire che questo avvenga in tempi brevi – ha aggiunto Balduzzi – si è poi pensato di prevedere poteri sostitutivi del Governo". Se i tempi previsti per questo programma di ampliamento della pianta organica e relativo concorso straordinario "non fossero rispettati", dunque, sarà nominato un commissario del Governo che si occuperà di espletare le procedure.

Il ministro ha poi spiegato che il decreto rivolge "tre attenzioni particolari a tutela dei cittadini. Anzitutto prevedendo più farmacie, ma anche orari allargati e sconti estesi ai farmaci di fascia A pagati direttamente dagli utenti oltre a quelli sulla fascia C già previsti dal decreto Salva Italia. Inoltre – ha proseguito il ministro – abbiamo inserito una norma di incentivo per coprire le farmacie di 841 posti vacanti nei piccolissimi centri, che è un problema annoso e questa potrebbe essere la volta buona per riuscire a coprire questi posti poco appetibili. Per le farmacie a maggiore fatturato è invece previsto che ci sia un certo numero di farmacisti presenti, sempre a garanzia e tutela del cittadino".

Per quanto riguarda i giovani, "che sono filo rosso di questo decreto legge, abbiamo previsto che essi possano concorrere a questo grande concorso straordinario attraverso la gestione associata e quindi sommando i requisiti posseduti". Ma l'attenzione è stata rivolta "anche ai farmacisti che lavorano in punti vendita diversi dalle farmacie, prevedendo per loro la possibilità di partecipare a questo concorso straordinario vedendo riconosciuto il servizio fatto non secondo un criterio arbitrario, ma utilizzando lo stesso criterio usato per riconoscere il servizio a quei farmacisti che non lavorano in farmacia ma ad esempio al ministero della Salute, all'Istituto superiore di Sanità e così via".

Infine, ha spiegato il ministro, "il decreto legge prevede una norma volta a generalizzare la cultura e la pratica del farmaco equivalente. Norma che a tempo stesso è a vantaggio del cittadino, che spende di meno, e del Ssn".
 

20 Gennaio 2012

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