Lorenzin: “Voglio creare il TripAdvisor degli ospedali italiani”

Lorenzin: “Voglio creare il TripAdvisor degli ospedali italiani”

Lorenzin: “Voglio creare il TripAdvisor degli ospedali italiani”
È questo l'annuncio fatto dal ministro in un'intervista al quotidiano la Repubblica. “È il momento di avere più coraggio ed essere trasparenti. Siamo nell'era degli open data e le informazioni sul nostro sistema sanitario devono circolare. I dati esistono già, bisogna solo renderli consultabili da tutti”.

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin lancia la sua campagna per la trasparenza del servizio sanitario regionale. “Voglio creare il TripAdvisor degli ospedali italiani”. Un argomento non nuovo ma su cui il Ministro sembra essere intenzionata a dare un’accelerata attraverso la predisposizione di un vero e proprio sito internet ove i pazienti potranno valutare per esempio come lavorano i chirurghi di quel reparto e se sono efficaci le terapie dell'oncologia della mia città o quanto rischia una ricaduta chi passa da una determinata medicina interna. 
 
Insomma, il Ministro lo dice apertamente: “Siamo nell'era della trasparenza. Si sa tutto di tutti. Non vedo perché i risultati del lavoro degli ospedali debbano rimanere segreti”. Lorenzin specifica come i anche i cittadini “potranno esprimere pareri su aspetti come l'accoglienza del personale, la pulizia dell'ospedale, l'umanizzazione delle cure”. In nome di quella customer satisfaction che vede il nostro Paese molto in ritardo.
 
Stressata sul fatto che un open data del genere possa scatenare le ire delle Regioni il Ministro replica che “non devono ragionare in una logica di buoni e cattivi, la valutazione serve a migliorare i sistemi sanitari, non a innescare una competizione. Tra l'altro questa sorta di TripAdvisor degli ospedali potrebbe anche ridurre gli spostamenti da una Regione all'altra, soprattutto dal Sud al Nord”. Sui tempi il Ministro si è augurato di poter partire il prima possibile. Il problema in questo caso non è di risorse. “I soldi non sono un problema perché ci sono software che costano pochissimo per gestire sistemi del genere. E poi per l'open data ci sono fondi della Presidenza del consiglio ma anche nostri e di l'Agenas, l'agenzia sanitaria delle Regioni”.

27 Settembre 2013

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