Mangiacavalli (Ipasvi): “Ora basta attese. Si avvii concertazione per il comma 566”

Mangiacavalli (Ipasvi): “Ora basta attese. Si avvii concertazione per il comma 566”

Mangiacavalli (Ipasvi): “Ora basta attese. Si avvii concertazione per il comma 566”
Per la presidente Ipasvi si deve chiudere la partita, dopo che anche nel Def se ne riparla. Ribadendo l’importanza di un accordo su ruoli competenze, relazioni professionali e responsabilità individuali e di équipe. Un accordo per “assistere meglio, ma anche per ottimizzare una spesa altrimenti esposta ogni volta alla scure dei tagli”

“Non si parla di ulteriori tagli nel Def 2015 – ha commentato Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione Ipasvi –  è vero: sarebbe stato un assurdo, vista la manovra da oltre due miliardi che Stato e Regioni stanno per mettere in pista. Ma si parla di meccanismi per rendere più efficiente il Servizio sanitario pubblico, per ottimizzare la spesa, ottenendo prestazioni migliori e più efficaci, con un occhio di riguardo alle persone fragili in ambito territoriale”.
 
“La premessa – aggiunge – è che va attuato il Patto della salute: ovvio, ma anche preoccupante visto che il principio si deve ancora ribadire nel Def, dopo che tutto era già scritto nell’intesa di luglio 2014 e ripetuto nella legge di stabilità 2015 entrata in vigore il 1° gennaio. E dopo che in questi mesi, di passi avanti veri e propri non se ne sono visti. Si parla anche di personale e si ribadisce il contenuto del famoso comma 566 della legge di stabilità che dovrebbe essere la base per l’accordo Stato-Regioni su ruoli, competenze, relazioni professionali e responsabilità individuali e di équipe. Ma della concertazione coi professionisti necessaria a farlo decollare non c’è traccia”.
 
“Eppure ciò che è scritto nel Def – sottolinea ancora Mangiacavalli – sembra la fotocopia di quello che gli infermieri chiedono, per ora inascoltati, da tempo. Si parla di dare maggior peso al territorio e all’assistenza domiciliare e di continuità con l’ospedale che i cittadini cercano anche nell’assistenza infermieristica, come prova la ricerca Censis presentata al congresso nazionale Ipasvi secondo cui 8,7 milioni di cittadini hanno speso 2,7 miliardi per pagare di tasca propria prestazioni che il Ssn non dà. Ma ci si ferma ancora una volta alla riorganizzazione delle cure primarie parlando solo di medici e pediatri di famiglia”.
 
“Ci auguriamo che ora il Def sia la svolta – conclude la presidente Ipasvi – il trampolino di lancio, per il vero, nuovo modello di assistenza di cui ha bisogno il Ssn, per assistere meglio, ma anche per ottimizzare una spesa altrimenti esposta ogni volta alla scure dei tagli. E ce lo auguriamo non solo per la nostra professione e per i bilanci regionali, ma anche per il livello dei servizi e soprattutto perché ai cittadini possa essere garantita un’assistenza efficace e di qualità”.

11 Aprile 2015

© Riproduzione riservata

Sanità digitale. In arrivo il riparto da 7,5 mln per i nuovi flussi informativi su personale ed edilizia sanitaria. Decreto trasmesso alla Stato-Regioni
Sanità digitale. In arrivo il riparto da 7,5 mln per i nuovi flussi informativi su personale ed edilizia sanitaria. Decreto trasmesso alla Stato-Regioni

È arrivato sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni lo schema di decreto del Ministero della Salute (Il documento) che ripartisce 7,5 milioni di euro del Pnrr destinati all’adozione, da parte delle...

Riforma delle professioni sanitarie. La maggioranza allarga il perimetro: più flessibilità su libera professione per medici e infermieri, stretta su aggressioni e nuovo status per gli specializzandi
Riforma delle professioni sanitarie. La maggioranza allarga il perimetro: più flessibilità su libera professione per medici e infermieri, stretta su aggressioni e nuovo status per gli specializzandi

La riforma delle professioni sanitarie cambia volto. Il pacchetto di emendamenti depositato dalla maggioranza in Commissione Affari Sociali alla Camera ridisegna il perimetro del disegno di legge delega, ampliandone la...

Liste d’attesa. Schillaci: “Regioni devono attuare la legge”
Liste d’attesa. Schillaci: “Regioni devono attuare la legge”

“Le liste d'attesa sono percepite dagli italiani come il problema principale del sistema sanitario, una criticità che da decenni costituisce un vero e proprio ostacolo all'accesso alle cure. Vorrei ricordare...

Medici di famiglia. La rivoluzione di Forza Italia: 38 ore settimanali e nuovo ruolo nelle Case della Comunità
Medici di famiglia. La rivoluzione di Forza Italia: 38 ore settimanali e nuovo ruolo nelle Case della Comunità

Ha preso il via nei giorni scorsi l'esame della Commissione Affari Sociali della Camera sulla proposta di legge, a prima firma Stefano Benigni (FI), riguardante le "Disposizioni concernenti l'attività, lo...