Manovra. Fnopo: “Evitiamo ingiuste discriminazione tra professioni”

Manovra. Fnopo: “Evitiamo ingiuste discriminazione tra professioni”

Manovra. Fnopo: “Evitiamo ingiuste discriminazione tra professioni”
È quanto chiede la Federazione nazionale delle ostetriche in una lettera aperta al Governo e al Parlamento, in merito all’indennità specifica per gli infermieri prevista nella Legge di Bilancio 2021: “Si sta affermando che solo alcune professioni possono ambire ad una indennità specifica, mentre altre non dovrebbero neanche chiederla”

“Sarebbe quasi inutile ricordare come, in un momento così tragico per la vita del Paese, le Ostetriche e tutte le Professioni Sanitarie, e non solo, abbiano fornito il loro contributo alla lotta contro l’epidemia da Sars-Cov 2 e, purtroppo, di come tali professionisti della salute abbiano dovuto pagare e stiano pagando il loro contributo in vite umane e salute personale. Sarebbe inutile, ma forse al Governo e al Parlamento è bene ricordarlo. L’ipotesi comparsa nella bozza della Legge di Bilancio 2021 di una indennità specifica per una sola professione non è sbagliata, ma lo diventa nel momento stesso in cui c’è chi si azzarda a dichiarare, tra l’altro travalicando il proprio ruolo istituzionale, che la specificità di una sola professione appare più meritevole fino al punto di potersi considerare al di sopra delle altre”.


 


È quanto scrive la Federazione nazionale degli Ordini della professione di ostetrica in una lettera aperta al Governo e al Parlamento, sulla misura dell’indennità specifica prevista nella Legge di Bilancio 2021.
 

“Qui non si tratta più di rivendicare le proprie specificità o i propri diritti – scrivono le ostetriche – di contro invece, si sta affermando che solo alcune professioni possono ambire ad una indennità specifica, mentre altre non dovrebbero neanche chiederla o finanche ipotizzarla, soprattutto per evitare il rischio di essere imputate del reato di “lesa maestà”.
Sono passati oltre venti anni, ma – a quanto pare – non sono serviti a sancire un principio, che tutti avevamo accolto con gioia e soddisfazione, contenuto nella parte finale dell’articolo 1 della Legge 42/99, laddove – nel riconoscere pari dignità a tutte le professioni sanitarie – si stabiliva che tutti i professionisti della sanità dovessero operare “…nel rispetto reciproco delle specifiche competenze professionali”. Evidentemente, però, c’è sempre qualcuno che si sente più rispettabile di altri”.
 
Al Governo e al Parlamento la Fnopo non può che ribadire quello che già nel luglio scorso aveva dichiarato: “Per poter realizzare tali obiettivi è altrettanto determinante che la politica dia il giusto riconoscimento a tutti i professionisti sanitari e sociosanitari, senza che si verifichino più gli spiacevoli episodi di ingiusta discriminazione tra professioni, come se ce ne fosse qualcuna più utile e/o indispensabile di altre. Non sono dunque più ammissibili disparità di trattamento come nel caso di bonus economici, Ecm o fondi di solidarietà dei precedenti decreti: Rilancio e Scuola. Per questi casi incresciosi, la Politica è ancora in tempo per operare gli opportuni correttivi”.
 
Le Ostetriche hanno apprezzato molto l’iniziativa posta in essere da molti Parlamentari – aggiungono – tramite degli emendamenti alla legge di bilancio 2021, tendenti a riconoscere pari dignità a tutte le professioni sanitarie e si aspettano, sicuramente in buona compagnia di tanti altri professionisti, che la Politica agisca nel rispetto della dignità professionale di tutti gli Eroi già dimenticati9 e non solo nei confronti di alcuni di essi.
 
La Fnopo, a nome di tutte le Ostetriche italiane – conclude la lettera – afferma che valorizzare le specificità di una sola professione sanitaria sarebbe sbagliato e ingiusto e chiede, pertanto, al Governo e al Parlamento di intervenire secondo il principio di equità e parità di trattamento”.

07 Dicembre 2020

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