Medicina generale. M5S: “Estenderne l’esercizio agli specialisti in medicina di comunità e cure primarie nell’ambito della dirigenza medica”

Medicina generale. M5S: “Estenderne l’esercizio agli specialisti in medicina di comunità e cure primarie nell’ambito della dirigenza medica”

Medicina generale. M5S: “Estenderne l’esercizio agli specialisti in medicina di comunità e cure primarie nell’ambito della dirigenza medica”
La senatrice Castellone: “Deve esserci una formazione sempre più qualificante, al passo con i tempi e al passo con gli standard europei a partire dalla specializzazione in Medicina di Comunita’ e Cure Primarie”.

“La Commissione Igiene e Sanità del Senato ha davvero contribuito a scrivere il piano nazionale di ripresa e Resilienza, adesso è importante declinare tutte le previsioni fatte in norme e riforme che siano davvero attuate. Lo diciamo da tre anni che serve ripartire dal territorio per la sanità del futuro. All’inizio sembravano idee quasi strampalate. Ma lo abbiamo visto anche con questa pandemia: nelle regioni dove era presente una rete territoriale la risposta al Covid-19 è stata più efficiente.  Partendo da questo è quindi fondamentale definire quelle riforme che facciano bene al Paese. Oggi ci confrontiamo con le associazioni di giovani medici per arrivare a scrivere una proposta condivisa”. Così la senatrice del MoVimento 5 Stelle Mariolina Castellone aprendo il convegno "Quale formazione per il medico delle cure primarie alla luce delle indicazioni fornite dal Pnrr?", in corso nella Sala Capitolare del Senato, a Palazzo della Minerva.
 
Al centro delle nostre riforme, ha spiegato, “deve esserci una formazione sempre più qualificante, al passo con i tempi e al passo con gli standard europei a partire dalla specializzazione in Medicina di Comunita’ e Cure Primarie. Per questo è necessario estendere l'esercizio della medicina generale agli specialisti in medicina di comunità e cure primarie nell'ambito della dirigenza medica, così come già fatto per l'organizzazione dei servizi sanitari di base nel 2018 e per le cure palliative nel 2020. All’interno del Piano nazionale di ripresa e Resilienza si riscrive la nostra sanità, partendo dal territorio e dalle cure domiciliari che devono davvero diventare la nostra priorità”.


 


“Oggi – ha proseguito – abbiamo avuto un importante momento di confronto. Al termine di questa giornata di lavori preparemo un documento per arrivare a una proposta normativa, a un emendamento alla legge in discussione in Commissione sulla riforma della formazione medica. Deve esser chiaro che non si discute l'impegno e la validità dei nostri medici di famiglia, che in quest'anno e mezzo hanno pagato anche con la vita. Dobbiamo però trovare un modello al passo con i tempi, che metta al centro i medici di medicina generale e li doti anche di nuovi strumenti, come la telemedicina. Ma soprattutto va superato il vulnus che non permette ai medici specialisti in Medicina di Comunità e Cure Primarie di poter lavorare in quel campo. Va colmato – anche alla luce della carenza dei medici del territorio – per avere operatori all'interno delle case e degli ospedali di comunità. Il nostro Servizio sanitario nazionale quest'anno ha retto grazie alla resilienza dei medici, non dimentichiamoci che erano stati tagliati 37 mld negli ultimi dieci anni. Di storie di turni massacranti, di medici che hanno pagato con un sacrificio enorme, ne abbiamo ascoltate tante. Dobbiamo ascoltare i medici e i giovani medici perché il cambiamento deve passare per chi è impegnato in questo campo. Costruiamo assieme questo documento che possa essere una proposta organica e importante”.

09 Luglio 2021

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