Medicina. La Ministra Messa conferma: “Dal prossimo anno non ci sarà più il test d’ingresso”

Medicina. La Ministra Messa conferma: “Dal prossimo anno non ci sarà più il test d’ingresso”

Medicina. La Ministra Messa conferma: “Dal prossimo anno non ci sarà più il test d’ingresso”
La titolare dell’Università ribadisce l’intenzione di abbandonare la procedura di selezione in virtù di un nuovo sistema che prevede un “percorso che può iniziare anche al quarto anno di liceo, dove gli studenti potranno cimentarsi con il test fino a quattro volte e entrare in graduatoria con il risultato migliore”.

“Dall’anno prossimo non ci sarà più il test d’ingresso unico per la facoltà di Medicina. Ci sarà un percorso che può iniziare anche al quarto anno di liceo, dove gli studenti potranno cimentarsi con il test fino a quattro volte e entrare in graduatoria con il risultato migliore”. La ministra dell’Università Maria Cristina Messa su Radio Capital torna a parlare dei cambiamenti che ci saranno sul test d’ingresso a medicina e sulla carenza di medici aggiunge: “Un problema serio per i prossimi due anni. Scontiamo ciò che è stato programmato anni fa. Noi con il ministro Speranza abbiamo aumentato tutti i numeri, sia degli studenti che possono accedere alle scuole di specializzazione che di quelli che possono entrare all’università di Medicina. Ma le conseguenze di queste riforme non si avranno nell’immediato. Dobbiamo anche rendere più attrattivo il lavoro del medico generale che lavora nei territori locali perché sono sempre meno i giovani che vogliono fare questo lavoro”.

“Abbiamo aumentato il numero di borse di studio per le scuole di specializzazione medica – ha rimarcato – , sono state oltre 17 mila lo scorso anno e abbiamo aumentato il numero di studenti che accedono a Medicina: si era partiti da 9 mila di qualche anno fa, che numero che ha prodotto questa mancanza di medici, per arrivare ai 15 mila e oltre. Questo permette di dare la giusta formazione ma c’è un immediato che va chiaramente gestito, le misure introdotte si vedranno tra qualche tempo. Con un decreto abbiamo previsto inoltre che gli specializzandi degli ultimi anni potranno lavorare in ospedali, resta il territorio il vero problema”.

20 Maggio 2022

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