Oggi è l’anniversario della legge 180 del 1978. Parliamone, perché la salute mentale è al centro anche dell’attuale epidemia

Oggi è l’anniversario della legge 180 del 1978. Parliamone, perché la salute mentale è al centro anche dell’attuale epidemia

Oggi è l’anniversario della legge 180 del 1978. Parliamone, perché la salute mentale è al centro anche dell’attuale epidemia
Infatti i disturbi psichiatrici possono essere correlati alla pandemia in atto, in particolare nei prossimi mesi, in relazione in primo luogo alle condizioni sociali ed economiche. E in questo compleanno della Legge Basaglia dobbiamo anche segnalare il rischio di un doppio stigma verso chi soffre di disturbi di salute mentale e può risultare positivo al SARS-CoV-2, sia asintomatico che sintomatico

È importante anche in questa stagione, giustamente occupata dalle problematiche legate al Covid-19, non dimenticare l’anniversario della promulgazione della Legge 180 del 13 maggio 1978.
 
Infatti, come evidenziato anche nella recente pubblicazione scientifica su The Lancet, i disturbi psichiatrici possono essere correlati alla pandemia in atto, in particolare nei prossimi mesi, in relazione in primo luogo alle condizioni sociali ed economiche.
 
Certamente le linee telefoniche di ascolto e di supporto psicologico, in particolare quelle pubbliche e gratuite, possono svolgere una funzione importante di sostegno in una fase molto difficile, così come le indicazioni sulle modalità operative nei servizi psichiatrici dello stesso Ministero della Salute, ma il punto centrale è rappresentato dalla capacità della rete territoriale di salute mentale pubblica in grado di dare risposte sul campo.
 
In questo senso il Decreto Cura Italia, che prevede un importante finanziamento anche per l’assistenza sanitaria territoriale, dovrebbe essere attuato tenendo conto della necessità di potenziamento dei Dipartimenti di Salute Mentale, ai quali attualmente viene destinato circa il 3,5% delle risorse del Fondo sanitario nazionale, a fronte delle necessità del 5%, come affermato nel passato dagli stessi Presidenti delle Regioni, e condiviso in ambito scientifico e politico. E questo è ancor più vero alla luce della emergenza Covid-19.
 
In questo quadro si dovrebbero prendere in considerazione le disuguaglianze nella capacità di dare risposta tra le diverse Regioni, ed all’interno delle stesse Regioni tra le diverse ASL, al fine di garantire le adeguate prestazioni per la salute mentale dei cittadini nel modo più omogeno possibile.
 
Un’attenzione particolare andrebbe posta sui servizi per i minori e per gli adolescenti, che oggi rappresentano l’anello più debole, ma anche il più importante per lo sviluppo dei disturbi mentali, e sui quali si dovrebbe puntare per una efficace ed efficiente campagna di prevenzione e di intervento precoce.
 
Più in generale per chi soffre di gravi disturbi dobbiamo tenere presente la complessità di ogni persona, la sua storia, la sua vita, senza approcci limitati a singoli interventi “tecnici” ma con una ottica a 360 gradi, che deve tener conto di tutti gli aspetti sul campo nella vita di ciascuno, sociali, economici, psicologici, culturali, affettivi e biologici.
 
In questo compleanno della Legge 180 dobbiamo anche segnalare il rischio di un doppio stigma verso chi soffre di disturbi di salute mentale e può risultare positivo al SARS-CoV-2, sia asintomatico che sintomatico.
 
Va pertanto riaffermato il diritto alle cure per il Covid-19 per chi soffre di disturbi psichiatrici così come garantito a tutti gli altri cittadini. È quindi opportuno riportare, proprio in questo anniversario, i fatti e le cifre contro lo stigma, come contenuti in un apposito Documento del Ministero della Salute.
 
E’ anche fondamentale fare chiarezza sulle bufale in salute mentale perché possono portare a stigma, isolamento e pregiudizi. Tra queste “Dalla malattia mentale non si guarisce”, “Le persone con malattie mentale non possono lavorare”, “Le persone con una malattia mentale sono violente e pericolose”, “La malattia mentale è contagiosa”, “Chi si rivolge ad un centro di salute mentale è un “matto” o un debole”.
 
In questo particolare anniversario, infine, è importante dire grazie a tutti gli operatori dei dipartimenti di salute mentale, che in questi mesi hanno tenuto aperti i centri di natura ambulatoriale, le strutture residenziali psichiatriche, i servizi psichiatrici diagnosi e cura, e spesso anche i centri diurni, per poter garantire una continuità di assistenza agli utenti ed ai loro familiari, anche attraverso modalità innovative di comunicazione in remoto, nonostante la diffusione del Covid-19.
 
Basaglia: “Noi diciamo di affrontare la vita, perché la vita contiene salute e malattia, e affrontando la vita noi pensiamo di fare la prevenzione. Pensiamo di fare il nostro mestiere: di infermieri, di sanitari, di medici”.
Massimo Cozza
Psichiatra, Direttore del Dipartimento di Salute mentale ASL Roma 2

 

Massimo Cozza

13 Maggio 2020

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