“Il piano strategico per le vaccinazioni ha previsto sin dall'inizio alcune categorie prioritarie: il personale sanitario, le RSA, le persone con più di ottant'anni. Sin dall'inizio è stata data priorità anche a una categoria connessa all'ambito della fragilità” ed “è chiaro che queste norme, così come sono oggi disposte, hanno un potere vincolante erga omnes, quindi per tutte le realtà regionali e territoriali”. Lo ha detto il Ministro della Salute, Roberto Speranza rispondendo ad un’interrogazione di Italia Viva per garantire una tempestiva e uniforme applicazione da parte delle regioni, nell'ambito della campagna vaccinale, dei criteri di priorità a favore delle persone ultraottantenni e delle persone estremamente vulnerabili e con disabilità grave, nonché per i relativi conviventi e caregiver.
L’intervento integrale del Ministro della Salute. Grazie, Presidente. Ringrazio anche gli onorevoli interroganti, che mi consentono di tornare su un tema che è particolarmente centrale per il Governo. Come dicevo, il piano strategico per le vaccinazioni ha previsto sin dall'inizio alcune categorie prioritarie: il personale sanitario, le RSA, le persone con più di ottant'anni. Sin dall'inizio è stata data priorità anche a una categoria connessa all'ambito della fragilità.
Questo ambito è stato ulteriormente specificato, anche a seguito di un dibattito pubblico e di un dibattito parlamentare, e nell'ultima versione del documento, che è stata approvata in Conferenza Stato-regioni l'11 marzo, questo punto è stato esplicitato attraverso una connessione diretta all'articolo 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992. È chiaro che queste norme, così come sono oggi disposte, hanno un potere vincolante erga omnes, quindi per tutte le realtà regionali e territoriali. Da parte del Ministero della Salute, in piena collaborazione con il commissario straordinario e con il capo della Protezione civile, c'è un confronto costante con tutte le realtà regionali volto a verificare che le linee guida vengano adottate compiutamente ai fini di dare piena risposta al mandato del Piano strategico nazionale. Il Governo terrà molto alta l'attenzione, in modo particolare proprio sulle categorie connesse alla fragilità e sulla categoria degli ultraottantenni, nella quale, voglio ricordare all'Aula, si sono verificati sei decessi su dieci, quindi la maggioranza assoluta. Il 60 per cento delle persone che ha perso la vita nel nostro Paese ha più di sessant'anni. La stessa attenzione deve essere naturalmente rivolta ai più fragili, unitamente ai loro caregiver.
In conclusione, voglio ricordare che in queste ultime giornate, insieme a un flusso molto più corposo di dosi di vaccini che saranno disponibili, abbiamo messo in campo una rete di vaccinatori molto, molto più forte perché all'accordo con i medici di medicina generale, che per noi sono un punto fondamentale di tenuta nel rapporto con il territorio, ha fatto seguito un accordo con gli specializzandi, con i pediatri di libera scelta, con gli odontoiatri, con medici specialisti ambulatoriali. Poi, ci sono stati altri due interventi che ritengo importanti.
Con una norma, abbiamo aperto la possibilità di vaccinazioni dentro le farmacie e, con un'altra norma, abbiamo aperto la possibilità che i 270 mila infermieri del Servizio sanitario nazionale possano, fuori dall'orario lavorativo, partecipare a questa campagna di vaccinazione. Con più dosi e molte più persone pronte a vaccinare, io credo che ci siano le condizioni per una significativa accelerazione, che ci metterà in condizione su tutti i territori in modo omogeneo di dare risposta anche alle questioni che venivano poste legittimamente da questa interrogazione.
La replica della deputata Lisa Noja. Signor Ministro, noi la ringraziamo per la sua risposta. L'aggiornamento delle raccomandazioni ha costituito un passo avanti fondamentale, perché fino a poco tempo fa tante categorie non erano nemmeno incluse nelle priorità. Però, Ministro, noi registriamo sui territori davvero delle situazioni molto complicate. Alcune regioni sono molto indietro, addirittura non hanno nemmeno cominciato la chiamata delle persone più vulnerabili; altre utilizzano canali di prenotazione differenziati; alcune stanno chiamando, partendo solo dalle persone che sono in carico a centri specializzati e questo vuol dire tagliare fuori molte persone con disabilità grave adulte, che non hanno dei centri di riferimento necessariamente.
La Corte costituzionale poco tempo fa, con la sua ordinanza, ha sancito in maniera ormai univoca che l'emergenza pandemica è una competenza dello Stato. Noi le chiediamo, signor Ministro, non solo di monitorare quello che accade nelle regioni, ma anche di intervenire con decisione in tutti i casi in cui le regioni non stanno operando correttamente, sia sul fronte delle somministrazioni, ma anche sul fronte dell'individuazione delle categorie secondo criteri univoci e anche sul fronte dei canali di prenotazione. Perché, vede, signor Ministro, il tema non è solo della tempistica rapida della vaccinazione: il tema è anche di dare una prospettiva temporale certa, per quanto possibile, a persone che oggi vivono in uno stato di costante paura e che hanno bisogno di sapere quando potranno finalmente accedere al vaccino. Vi chiediamo come Governo, su questo fronte, di avere fermezza, decisione e un certo grado di interventismo.