Sicurezza alimentare. Ministero promuove carni e prodotti di origine animale. Solo 0,11% di irregolarità

Sicurezza alimentare. Ministero promuove carni e prodotti di origine animale. Solo 0,11% di irregolarità

Sicurezza alimentare. Ministero promuove carni e prodotti di origine animale. Solo 0,11% di irregolarità
Nessuna presenza di residui nella quasi totalità dei campioni esaminati. Sonon infatti solo lo 0,11% i prodotti risultati irregolari per la presenza di residui come sostanze ad effetto anabolizzante e non autorizzate o medicinali veterinari e agenti contaminanti. I risultati della Relazione sui controlli ufficiali 2014 in attuazione del Piano nazionale per la ricerca dei residui del ministero della Salute. Il DOCUMENTO

Nessuna traccia di sostanze ad effetto anabolizzante e non autorizzate, o medicinali veterinari e agenti contaminanti nelle quasi totalità della carni e dei prodotti di origine animale come miele, latte, uova, sottoposti ai controlli del ministero della Salute. Solo lo 0,11% degli alimenti non ha superato la prova.
 
Sono questi in sintesi i dati della Relazione sui controlli ufficiali,eseguiti nel 2014, in attuazione del Piano nazionale per la ricerca dei residui (Pnr) negli animali e nei prodotti di origine animale.
Un piano predisposto annualmente dal Ministero della Salute sulla base delle indicazioni previste dalle norme europee con l’obiettivo di monitorare le sostanze e i residui che potrebbero costituire un pericolo per la salute pubblica, come le sostanze a effetto anabolizzante e quelle non autorizzate, i medicinali veterinari e gli agenti contaminanti.
Il Piano è frutto della collaborazione delle autorità competenti regionali e locali, dei laboratori nazionali di riferimento e degli istituti zooprofilattici sperimentali. 
 
I risultati.
 
Nel 2014 sono stati analizzati 40.806 campioni, di cui:
16.276 per la ricerca di residui di sostanze appartenenti alla categoria A (sostanze ad effetto anabolizzante e sostanze non autorizzate) pari al 39,9% del totale delle analisi
24.530 per la ricerca di residui di sostanze appartenenti alla categoria B (medicinali veterinari e agenti contaminanti) pari al 60,1%.
 
Dei campioni che hanno fornito risultati irregolari:
15 sono risultati non conformi per la presenza di residui appartenenti alla categoria A (34,1%)
29 per il riscontro di residui di sostanze della categoria B (65,9%).
 
Per i 44 campioni non conformi, si registrano 56 esiti analitici non conformi: un campione può infatti essere analizzato per più sostanze e risultare non conforme per più di una sostanza.
 
Sostanze riscontrate in campioni non conformi:
gruppo B1 (sostanze antibatteriche, comprese sulfamidici e chinolonici) 34% con un totale di 15 campioni non conformi le sostanze farmacologiche responsabili del maggior numero di non conformità sono i sulfamidici, le tetracicline, i macrolidi e chinolonici, le penicilline
gruppo A4 (lattoni dell'acido resorcilico, compreso lo zeranolo) 30%
gruppo B3 (altre sostanze e agenti contaminanti per l'ambiente) 18%
gruppo B2 (altri prodotti medicinali veterinari) 14%.
 
Questo andamento differisce da quello rilevato nel 2013, in cui la principale causa di non conformità (33%) era rappresentata dal gruppo B3 (altre sostanze e agenti contaminanti per l'ambiente) a causa dell'emergenza climatica verificatasi nell'estate del 2012, che ha comportato un aumento della presenza di aflatossina B1 nella produzione del mais e, come conseguenza, di aflatossina M1 nel latte.
 
Per le sostanze appartenenti al gruppo B1 sono state registrate delle non conformità a seguito delle attività di farmacosorveglianza, imputabili sostanzialmente a trattamenti non registrati per la molecola riscontrata, mancato rispetto dei tempi di attesa e sospetto trattamento illecito.
 
Per le sostanze appartenenti al gruppo A4 non è stato evidenziato alcun trattamento illecito, ma la presenza del residuo è stata attribuita alla contaminazione del mangime da micotossine.
 
Per le sostanze appartenenti al gruppo B3, in particolare le aflatossine, la principale fonte contaminazione è stata identificata nella contaminazione del mais.

25 Giugno 2015

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