Stabilità. Mandelli (Fi): “Corte dei conti ha smascherato il Governo su fondi sanità, il Re è nudo”

Stabilità. Mandelli (Fi): “Corte dei conti ha smascherato il Governo su fondi sanità, il Re è nudo”

Stabilità. Mandelli (Fi): “Corte dei conti ha smascherato il Governo su fondi sanità, il Re è nudo”
"Gli aumenti previsti sono tali da configurare ne più né meno che un taglio lineare: si doveva aumentare il fabbisogno standard per il 2016 di 3 miliardi 300 milioni, poi ridotti a 1,3 ma a fronte di una spesa per i nuovi Lea di 800 milioni".

"La legge di stabilità semina dubbi ovunque, e la relazione dei tecnici di Camera e Senato non fa che aumentare le perplessità. Dubbi sulle coperture, sul ricorso al deficit, oltre al rischio che l'offensiva delle minoranze Pd possa mettere a repentaglio le poche misure positive contenute nel provvedimento, come l'innalzamento del limite del contante. Il timore è che tutto questo si riveli, ancora una volta, un colpo a salve per il rilancio del Paese e che questa manovra avrà come unica e inevitabile conseguenza l'aumento del debito pubblico". Lo dichiara in una nota Andrea Mandelli, senatore e capogruppo di Forza Italia in Commissione Bilancio.
 
“Dopo il giudizio espresso dalla Corte dei Conti sul finanziamento della Sanità mi sembra evidente che il re è nudo – prosegue -. Gli aumenti previsti sono tali da configurare ne più né meno che un taglio lineare: si doveva aumentare il fabbisogno standard per il 2016 di 3 miliardi 300 milioni, poi ridotti a 1,3 ma a fronte di una spesa per i nuovi Lea di 800 milioni. Di conseguenza, abbiamo un aumento di soli 500 milioni. Peccato che da anni ormai, per l’invecchiamento della popolazione, per l’aumento della cronicità e per tanti altri fattori epidemiologici, si stima che il fabbisogno sanitario, anche senza calcolare eventuali innovazioni terapeutiche, tenda inevitabilmente ad aumentare almeno di un paio di punti percentuali l’anno”.
 
Non è, semplicisticamente, che aumentano prezzi e costi: aumentano i malati. Mi sembra si stia dimenticando che il servizio sanitario serve a curare i cittadini che ne hanno bisogno e che la salute non si può migliorare per decreto, e non si può certo guardare con indifferenza al fatto che sia sempre maggiore il numero delle persone che rinunciano a curarsi. E se a questo sia aggiungono il capitolo dell’innovazione farmacologica, così come la necessità di tornare ad assumere nel servizio sanitario, con i finanziamenti che comportano, la situazione diviene drammatica. Nell’attesa che si concretizzino le misure di razionalizzazione vera della spesa, che non potranno che avere effetti diluiti nel tempo, continuano a riproporsi vecchie ricette fallite ormai da tempo. Intanto non si aggredisce la spesa per beni e servizi accessori, non si fa reale prevenzione e non si organizza la tutela della salute sul territorio in modo da affrontare le patologie prevalenti prima che si aggravino e richiedano prestazioni sempre più costose. In altre parole, non si fa più politica sanitaria”, conclude Mandelli.

03 Novembre 2015

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