Il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge della Regione Emilia-Romagna n. 10 del 28/07/2026, recante “Modalità organizzative per l’attuazione delle sentenze della Corte costituzionale n. 242/2019 e n. 135/2024 in materia di suicidio medicalmente assistito”, in quanto, si legge nella nota di fine seduta del CdM di ieri, “talune disposizioni, ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di ordinamento civile e penale e di tutela della salute, violano gli articoli 2, 32 e 117, secondo comma, lettera l), e terzo comma, della Costituzione”.
La decisione del Governo arriva sulla scia dell’impugnativa dello scorso anno contro la legge della Toscana (prima Regione ad approvare una legge sul Fine Vita), ma con una differenza: nel caso della Toscana il Governo contestava la legittimità della legge n. 16 del 14/03/2025, recante “Modalità organizzative per l’attuazione delle sentenze della Corte costituzionale 242/2019 e 135/2024”, in quanto, cita il comunicato del 9 maggio 2025, “nella sua interezza, esula in via assoluta dalle competenze regionali e lede le competenze esclusive dello Stato in materia di ordinamento civile e penale e di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, nonché il riparto di competenze in materia di tutela della salute e della ricerca scientifica e tecnologica, violando l’articolo 117, secondo comma, lettere l) e m), e terzo comma, della Costituzione”. Ora, invece, non viene più contestata la possibilità della Regione (in questo caso l’Emilia-Romagna) di intervenire con una disciplina organizzativa e procedurale sul suicidio medicalmente assistito; il conflitto con le competenze statali viene piuttosto circoscritto alle singole disposizioni che, secondo il Governo, eccederebbero i limiti della competenza regionale, incidendo sull’ordinamento civile e penale o sui principi fondamentali della tutela della salute
Da tenere conto che la Corte costituzionale, pronunciandosi con la sentenza 204 del 2025 sull’impugnativa del Governo contro la legge Toscana, ha ritenuto non fondate le questioni sollevate nei confronti dell’intera legge e del suo impianto generale, riconducendo la disciplina organizzativa del Servizio sanitario regionale alla competenza concorrente in materia di tutela della salute.
De Pascale: “Per la prima volta il Governo riconosce la titolarità delle Regioni a legiferare sul tema”
“Per la prima volta il Governo riconosce la titolarità delle Regioni a legiferare sul tema del suicido medicalmente assistito e questo è un fatto importante. Riconoscendo la titolarità delle Regioni ammette infatti indirettamente la gravissima carenza della maggioranza parlamentare nel non fare una legge nazionale. Come sempre nell’interlocuzione col Governo in questi giorni avevamo dato massima disponibilità ad affrontare alcuni elementi di dettaglio che venivano posti dal Governo stesso, sebbene non li condividessimo fino in fondo nel merito. Ma come spesso è accaduto è prevalsa la volontà di avere comunque uno scontro istituzionale, arrivando a fare un’impugnativa, a differenza delle precedenti, su elementi di assoluto dettaglio giuridico, che non toccano in nessun modo la sostanza della tutela dei diritti e della persona”. Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, commenta, in una nota, la notizia diffusa in serata sull’impugnazione della legge regionale dell’Emilia-Romagna sul suicidio medicalmente assistito.
“Alcune fonti non firmate da Palazzo Chigi – aggiunge de Pascale – hanno messo anche in discussione la qualità del sistema di cure palliative della Regione Emilia-Romagna, offendendo professioniste e professionisti che tutti i giorni sono impegnati sul campo. Sul nostro sistema sanitario sono pronto in qualunque momento a un confronto anche diretto con la Presidente del Consiglio per mostrarle cosa avviene e come vengono attivate nella nostra regione le cure palliative. Ricordo che abbiamo non solo raggiunto ma addirittura superato il target Pnrr, attivando anche le cure palliative pediatriche. Risultati che mettono di diritto la nostra Regione tra le migliori d’Italia per la qualità dell’offerta”, conclude il presidente dell’Emilia-Romagna.