Vaccinazioni. Amato (Pd): “Sono per i vaccini ma non per l’obbligatorietà”

Vaccinazioni. Amato (Pd): “Sono per i vaccini ma non per l’obbligatorietà”

Vaccinazioni. Amato (Pd): “Sono per i vaccini ma non per l’obbligatorietà”
Questa la posizione del componente della commissione Affari Sociali in merito alla proposta di legge che punta a vietare l’iscrizione a scuola per i bambini non vaccinati. “Il rischio è quello di accentuare così fenomeni di disobbedienza. La miglior risposta è nella diffusione di un cultura sanitaria consapevole”.

"In merito alla delicata questione del vaccino, essendo componente al commissione Affari Sociali della Camera ma, soprattutto un medico, sento il dovere di esprimere la mia posizione. Sono per i vaccini, ne riconosco la loro fondamentale importanza, ma non credo che la risposta al calo dell'adesione alle campagne vaccinali sia la obbligatorietà propedeutica alla scolarità. Il rischio di una risposta intransigente è quello di accentuare fenomeni di disobbedienza consapevole: anche in questo caso la risposta è nella diffusione di una cultura sanitaria consapevole". Così Maria Amato (Pd) prende posizione in merito alla proposta di legge che punta a vietare l’iscrizione a scuola per i bambini non vaccinati.
 
"Se le giovani coppie cercano risposte in rete ai loro dubbi è perché non sempre il rapporto di fiducia medico paziente è così saldo da fugare incertezze. Rapporto che ha subito la contabilizzazione e burocratizzazione eccessiva dei cambiamenti organizzativi del Ssn – spiega la deputata Pd – . Il consenso informato è uno degli strumenti del legame tra medico e paziente. Il consenso informato non è un rapido passaggio d'ufficio per sollevare il medico da responsabilità, o almeno non solo. È il documento che nasce dal diritto alla intangibilità del corpo, è il luogo della fiducia di una relazione in cui il medico motiva, spiega, informa, rasserena, fuga i dubbi e contribuisce ad una scelta consapevole. Richiede tempo, un tempo che quasi mai viene considerato nel tempo medio procedura, un tempo importante di cultura sanitaria, il vero investimento per una sanità moderna, sostenibile solo con l'apporto di tutti gli attori".
 
"Un riferimento alla rete delle malattie infettive che secondo me deve essere forte e capillare anche senza eventi che scatenino emergenza e paura. Specialistica da conservare anche negli ospedali di base per rispondere ad una società che cambia in composizione di popoli, in incidenza di antibiotico resistenza e immunodeficienza da terapie. Il grande apporto della corretta informazione istituzionale da parte dei giornalisti può fare la differenza, ma i professionisti della informazione vanno formati in questo campo anche con concorso di obiettivi e di risorse tra sanità ed editoria. Ci sono ancora strade possibili prima di arrivare alla obbligatorietà", conclude Amato. 

15 Ottobre 2015

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