Vaccini obbligatori. Per i pediatri della Fimp “ottima la decisione della Consulta”

Vaccini obbligatori. Per i pediatri della Fimp “ottima la decisione della Consulta”

Vaccini obbligatori. Per i pediatri della Fimp “ottima la decisione della Consulta”
Il presidente Giampietro Chiamenti evidenzia: “In una fase consolidata di tassi vaccinali sopra il livello che permetteva il controllo epidemiologico delle malattie infettive, la Fimp sostenne la legge di sospensione dell’obbligo promulgata dalla Regione Veneto” ma “la crescente ingiustificata disaffezione della popolazione dalle vaccinazioni e il rischio del ritorno delle malattie infettive ci ha indotto a ritenere corretta l’adozione di una legge Erga omnes”.

La Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) accoglie con favore la recente decisione della Corte Costituzionale sui vaccini. Nel respingere il ricorso del Veneto la Consulta ha giustamente ribadito la necessità dell’obbligo vaccinale che deve essere applicato a tutti i cittadini al di là della Regione in cui risiedono”. E’ questo il commento di Giampietro Chiamenti, presidente nazionale della Fimp. “

La nostra Federazione, dal 2003 ha sostenuto la necessità di superare il federalismo vaccinale e ha da sempre auspicato un calendario vaccinale unico in tutta Italia – afferma Chiamenti -. In una fase consolidata di tassi vaccinali sopra il livello che permetteva il controllo epidemiologico delle malattie infettive sostenne con convinzione la legge di sospensione dell’obbligo promulgata dalla Regione Veneto, ritenendo che la strategia della convinzione fosse da preferire a quella della costrizione e dell’obbligatorietà, considerando che il livello culturale della popolazione fosse oramai maturo e auspicò che la sospensione dell’obbligo si potesse estendere anche alle altre regioni. Purtroppo la crescente ingiustificata disaffezione della popolazione dalle vaccinazioni e il rischio del ritorno delle malattie infettive ci ha indotto a ritenere corretta l’adozione di una legge Erga omnes sull’obbligo vaccinale, almeno finché i dati consolidati non dimostreranno una inversione di tendenza”.

“Per questo motivo – prosegue Chiamenti – in una situazione come quella attuale, con i rischi per la salute di tutti ed in particolare delle persone più esposte alle malattie per cause contingenti, la scelta del Governo di fare una legge che estende ed amplia l’obbligo delle vaccinazioni ci trova assolutamente d’accordo. La legge, approvata la scorsa estate, rappresenta un elemento di coscienza civica che garantisce la salute anche ai più deboli Auspichiamo che tutte le Istituzioni italiane, sia locali che nazionali, difendino ed applichino un provvedimento importante che ha l’obiettivo di preservare da determinate malattie milioni di persone residenti nel nostro Paese, almeno fino a quando sarà necessario in base ai nuovi dati di copertura. Auspichiamo anche che la tutela della salute non diventi terreno di scontro per battaglie politiche o elettorali ma si mantenga nell’ambito delle scelte su basi scientifiche documentate. Infatti al di là delle leggi e degli obblighi c’è un estremo bisogno di una corretta informazione su questo delicato tema”.

“I pediatri di famiglia Italiani sono i primi consiglieri dei genitori, e laddove, come in Toscana, ci è stato permesso di vaccinare direttamente i nostri assistiti tramite un accordo regionale si possono già vedere i risultati incoraggianti di una ripresa della fiducia nelle vaccinazioni – prosegue il presidente della Fimp -. La sfida lanciata da movimenti NO VAX si può vincere infatti convincendo gli esitanti e applicando una buona organizzazione che elimini le attese e le disfunzioni e si affianchi ad una grande operazione culturale che convinca le famiglie più scettiche sull’assoluta sicurezza e necessità delle vaccinazioni”.

“Noi pediatri di famiglia consapevoli del ruolo affidatoci nella cura e prevenzione dei bambini e adolescenti intendiamo agire nell’ambito del rapporto fiduciario mettendoci a disposizione dei genitori in piena consapevolezza della delicatezza del momento e della complessità del compito che ci viene richiesto. Da anni siamo in prima linea nel favorire il ricorso a questi presidi sanitari salva-vita. Per questo, al di là della nuova legge – conclude Chiamenti -, continueremo nella nostra opera di sensibilizzazione verso la popolazione e intervento attivo quando ci viene richiesto”.

23 Novembre 2017

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