Varianti. Italia in arancione per 2-3 settimane? Le ipotesi allo studio di Governo e Regioni

Varianti. Italia in arancione per 2-3 settimane? Le ipotesi allo studio di Governo e Regioni

Varianti. Italia in arancione per 2-3 settimane? Le ipotesi allo studio di Governo e Regioni
Tra le fila dei governatori, che si riuniranno domani, avanza l’ipotesi di fare di tutta la Penisola arancione per 2-3 settimane e proseguire con le zone rosse mirate. Anche il Governo sembra intenzionato a una stretta decisa per il timore delle varianti abbandonando per un po' lo stop and go delle fascie a colori in favore del modello delle feste natalizie con i giorni feriali in arancione e il weekend in rosso. E le nuove misure potrebbero arrivare entro il 25 febbraio, data in cui scade il Decreto di blocco degli spostamenti tra Regioni.

Le varianti Covid fanno paura e considerando anche i dati dell’ultimo monitoraggio che vedono per la terza settimana consecutiva un peggioramento dell’andamento dell’epidemia Governo e Regioni stanno studiando una stretta delle misure come del resto raccomandato anche oggi da Iss e Ministero della Salute che hanno proposto di innalzare le misure analogamente a quanto avviene in altri paesi Europei.
 
L’idea dei governatori, lanciata oggi dal presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini sarebbe quella di abbandonare il sistema a fasce colorate che certamente ha avuto il pregio di abbassare i contagi ma che ormai da oltre un mese non riesce a far precipitare l’epidemia che anzi sta rialzando la testa praticamente in tutta Italia. L’idea è stata condivisa da molti governatori tra cui il presidente lombardo Attilio Fontana, il toscano Eugenio Giani e del governatore campano Vincenzo De Luca che da sempre è critico sul sistema a colori.
 
L’ìpotesi su cui i presidenti si confronteranno domani pomeriggio in una Conferenza straordinaria parte dall’assunto di rendere tutta l’Italia per 2-3 settimane di colore arancione durante la settimana e di una sorta di arancione scuro nei weekend con la chiusura per esempio anche dei grandi punti vendita monomarca (i centri commerciali ovviamente rimarrebbero chiusi). Inoltre si pensa a rafforzare le misure anti assembramento con chiusure laddove si dovessero ammassare troppe persone (ad esempio piazze, vie dello shopping ma anche i parchi e le ville). In ogni caso sarebbero confermate le zone rosse locali e anzi si interverrà anche con più forza per mirare le misure di lockdown più severe un po’ come accaduto in Umbria.
 
Ma la paura delle varianti è anche dentro il Governo. Il premier Draghi ha fatto intendere che la sua linea è quella del rigore. Musica per le orecchie del Ministro della Salute, Roberto Speranza che del ‘rigorismo’ ne ha fatto una religione. Ed ecco che dall’Esecutivo emerge l’idea di rispolverare quanto fatto durante le feste natalizie. Anche qui per 2-3 settimane si pensa a rendere l’Italia arancione durante la settimana e rossa nel weekend.
 
C’è poi il tema delle scuole per i più piccoli dato che le varianti sembrano riuscire a colpire anche i bimbi. In questo senso proseguirà il monitoraggio attento con la possibilità concreta, laddove si ravvisasse un incremento dei contagi a chiudere asili e scuole elementari e a reintrodurre i bonus baby sitter. Anche se è chiaro che a prescindere dai bonus la misura sarebbe una vera e propria ‘mazzata’ per le famiglie in cui tutti e due i genitori lavorano. Ma questa sarebbe l’ipotesi più remota in caso nel prossimo mese ci dovesse essere un peggioramento e che molto probabilmente farebbe piombare tutta Italia in zona rossa.
 
Per quanto riguarda i tempi l’ipotesi concreta è quella d’intervenire già entro il 25 febbraio (senza aspettare la scadenza del 5 marzo del Dpcm), data nella quale scade il decreto che blocca gli spostamenti tra Regioni che ovviamente rimarrebbe con tutta Italia in arancione/rosso.
 
Luciano Fassari

Luciano Fassari

19 Febbraio 2021

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