Verso il nuovo Governo. Per la Salute si va verso un profilo tecnico. Ma non è stata ancora presa nessuna decisione sul nome

Verso il nuovo Governo. Per la Salute si va verso un profilo tecnico. Ma non è stata ancora presa nessuna decisione sul nome

Verso il nuovo Governo. Per la Salute si va verso un profilo tecnico. Ma non è stata ancora presa nessuna decisione sul nome
Con il veto di Meloni su Ronzulli e la mancata volontà di Berlusconi di proporre una rosa di nomi più ampia tra cui scegliere il sostituto di Speranza sembra che il ministero della Salute sia destinato ad andare a Fretelli d'Italia. A differenza di FI, il partito di Meloni sembra sia orientato a indicare un profilo tecnico. Diversi i nomi sondati. Al momento sembra scivolato indietro Rasi anche se il nome resta in corsa. Continua a circolare con insistenza quello di Rocca (Cri). Attenzione a Bellantone (Univ. Cattolica) sostenuto da due parlamentari molto vicini a Meloni. Tra i nomi anche Schillaci (Tor Vergata).

Nelle settimane scorse, all’indomani della vittoria del Centrodestra alla elezioni politiche del 25 settembre, su queste pagine scrivevamo che con ogni probabilità il nuovo ministro della Salute sarebbe stato un politico. La situazione ad oggi è però cambiata, ecco perché.

In un primo momento il dicastero di lungotevere Ripa sembrava destinato a Forza Italia. Da qui il lungo braccio di ferro tra FI e FdI sul nome della senatrice azzurra Licia Ronzulli che Silvio Berlusconi voleva con insistenza al posto di Roberto Speranza. Come sappiamo, sul nome di Ronzulli era però arrivato il veto di Giorgia Meloni che aveva chiesto a Forza Italia una rosa più ampia di nomi tra i quali scegliere in maniera condivisa il nuovo ministro della Salute. Proprio questo rifiuto sul nome di Ronzulli aveva portato la scorsa settimana al clamoroso strappo al Senato, con Forza Italia che decise di astenersi dal voto per Ignazio La Russa come nuovo presidente del Senato. Una decisione motivata così dallo stesso Berlusconi: “Non accettiamo veti nei nostri confronti”.

Lo strappo sembra esser stato solo in parte ricucito ieri a seguito di un incontro a Roma, nella sede di Fratelli d’Italia, tra Berlusconi e Meloni. In realtà, secondo quanto riferitoci da fonti interne alla maggioranza, il vertice tra i due sarebbe servito unicamente per dimostrare l’unità del Centrodestra a favore di telecamere, annunciare la decisione di andare insieme alla consultazioni al Quirinale e per provare a sciogliere i due nodi che più premono a Berlusconi: l’assegnazione a Forza Italia dei ministeri di Giustizia e Sviluppo economico. Problema quest’ultimo non risolto. Non si è invece parlato dei nomi da indicare nei diversi ministeri. Questo tema verrà affrontato nei prossimi giorni a ridosso dell’assegnazione dell’incarico da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Meloni.

Ad ogni modo, a causa dell’impasse sul nome di Ronzulli e della mancata volontà da parte di Berlusconi di indicare altri nomi del suo partito, sembra si sia deciso di assegnare un diverso ministero a Forza Italia e di tenere il ministero della Salute in quota Fratelli d’Italia. Per sostituire Speranza pare che il partito di Meloni sia orientato a indicare un profilo tecnico. Diversi i nomi sondati. Per il momento sembra essere scivolato indietro ma comunque sempre in corsa l’ex consulente del commissario Figliuolo, Guido Rasi, contattato circa tre settimane da un alto dirigente di FdI ma non più richiamato.

Continua a circolare poi il nome di Francesco Rocca, Presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, profilo gradito all’interno di FdI. Attenzione poi a Rocco Bellantone, preside della Facoltà di medicina dell’Università Cattolica di Roma. Bellantone potrebbe infatti beneficiare del sostegno di due componenti di FdI molto vicini a Giorgia Meloni: Chiara Colosimo, ex consigliere regionale del Lazio e oggi deputata di FdI in corsa sia per il ministero delle Politiche giovanili che per la presidenza della Regione Lazio; e Giovanbattista Fazzolari, candidato a diventare sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri.

Infine, potrebbe rientrare nella rosa dei tecnici anche Orazio Schillaci, rettore dell’Università Tor Vergata di Roma, docente di medicina nucleare e a lungo preside di facoltà a Medicina e Chirurgia. È già stato nel comitato scientifico dell’Istituto Superiore di Sanità.

Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

18 Ottobre 2022

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