Firmato un protocollo d’intensa biennale fra One Health Foundation e FederCUSI (Federazione Italiana dello Sport Universitario), che segna l’inizio di una collaborazione tra gli esperti e i Centri Sportivi Universitari per una serie di progetti che saranno condotti sempre seguendo il paradigma One Health.
Verrà attivata anche una Rete Nazionale di “Ambasciatori della One Health” per promuovere iniziative e attività divulgative per favorire la prevenzione. Ancora si intende sostenere, sempre in ambito universitario, esami di screening e consulenze mediche.
“Siamo lieti di poter avviare una collaborazione così importante ed innovativa – dichiara Rossana Berardi, presidente di One Health Foundation e Presidente Eletto AIOM/Associazione Italiana di Oncologia Medica -. Con la firma di oggi, per la prima volta in Italia, si vuole promuovere l’approccio One Health nelle Università ma non solo all’interno di aule didattiche o di strutture sanitarie. Grazie al supporto dei vari CUS, già attivi sui territori e che aderiranno all’iniziativa, porteremo i nostri messaggi sui campi da gioco, nelle palestre, nelle piazze, fra gli atleti e anche tra l’intera cittadinanza. Ci aspettiamo infine di creare una nuova cultura del One Health tra giovani studenti che magari un giorno saranno protagonisti della ricerca scientifica interdisciplinare proprio su questa tema”.
“La FederCUSI riunisce i 49 Centri Sportivi Universitari attivi in Italia – afferma Antonio Dima, Presidente FederCUSI -. Nelle nostre strutture sportive e ricreative si allenano molti giovani studenti che rappresentano la futura classe dirigente del nostro Paese. A nostro avviso tutta la società deve avere una maggiore consapevolezza sull’importanza di temi come il benessere, la prevenzione delle gravi malattie, la salvaguardia della salute animale e la tutela dell’ambiente. Abbiamo per questo deciso, con grande piacere, di firmare oggi il nuovo protocollo d’intesa con la One Health Foundation. Insieme a loro possiamo ora avviare nuovi progetti in tutta Italia sfruttando proprio la rete dei CUS”.
“Il nostro Ateneo, in sinergia con il CUS, aderisce con convinzione a questa iniziativa e sarà tra i primi in Italia ad avviare nei prossimi mesi progetti pilota pensati per i giovani e realizzati insieme ai giovani – sottolinea Enrico Quagliarini, Rettore dell’Università Politecnica delle Marche presente alla conferenza stampa insieme al Direttore Generale dell’Ateneo Alessandro Iacopini -. Le nostre studentesse e i nostri studenti potranno essere non soltanto destinatari di azioni formative, ma protagonisti attivi di un percorso di crescita e responsabilizzazione sui temi della salute. La prevenzione delle patologie e la riduzione del loro impatto rappresentano una priorità di salute pubblica”.
“Preservare la salute di una popolazione sempre più anziana, come quella italiana, è davvero una sfida epocale – aggiunge Giuseppe Quintavalle, Coordinatore Politiche Pubbliche e Istituzionali One Health Foundation -. Solo i tumori solidi provocano più di 160mila decessi l’anno, sono patologie tipiche della terza età e che risultano molto condizionate dagli stili di vita. Oltre alle abitudini salutari vanno migliorate le condizioni ambientali perché la qualità dell’aria gioca un ruolo nell’insorgenza di molte neoplasie. La ricerca scientifica deve proseguire e continuare a rendere disponibili ai pazienti nuove opportunità diagnostico-terapeutiche. Tuttavia bisogna anche prestare maggiore attenzione al contrasto all’inquinamento, alla tutela delle specie animali e allo studio di tutte queste interconnessioni sulla nostra salute”.
“L’uomo è ciò che respira, ciò che mangia e l’energia che consuma – conclude Attilio Bianchi, Segretario Generale di One Health Foundation e ideatore del progetto -. One Health è il cambio di Paradigma verso la sostenibilità dei nostri sistemi di welfare e la loro ragion stessa di esistere. Per troppo tempo abbiamo confuso la tutela della salute con la sola cura della malattia. Salute è una sfera più ampia, più complessa e più articolata. Gli studenti universitari, prima fruitori di consolidati momenti di prevenzione, partecipi di progetti di ricerca ad hoc e, dopo ancora ambasciatori, all’interno delle proprie famiglie e dei propri variegati mondi nel vissuto sociale, del nuovo modello interpretativo della dimensione Salute. Siamo certi che quanti già credono in questo progetto continueranno a sostenerlo con convinzione e che molti altri, nel tempo, sceglieranno di diventare compagni di viaggio in questa splendida avventura”.