Active ageing. Iss: “Ecco cos’è”
La sintesi grafica:
http://www.epicentro.iss.it/focus/mondiale_salute/pdf/pilastriAA.jpg
Tabella 1: traduzione e adattamento a cura del Gruppo tecnico di Passi d’Argento dal documento Oms “Active ageing. A policy framework” del 2002
I miti da sfatare
Per capire cosa vuol dire invecchiare in buona salute, secondo uno dei documenti redatti dall’Iss, bisogna prima sfatare i sei luoghi comuni più diffusi sugli anziani:
1. Non tutti gli anziani vivono nei Paesi industrializzati: oltre il 60% degli over 60, vive nei paesi in via di sviluppo, e se attualmente ci sono circa 580 milioni di anziani nel mondo di cui 355 nei paesi in via di sviluppo, nel 2020, ve ne saranno 1000 milioni, di cui 700 in questi ultimi paesi.
2. Gli anziani non sono tutti uguali: costituiscono un gruppo diversificato formato da persone che conducono una vita attiva e sana o più sedentaria, ricche o povere, in salute o meno, che vivono in isolamento o conducono una vita sociale molto partecipata.
3. Uomini e donne non invecchiano allo stesso modo: le donne vivono più a lungo degli uomini (con un vantaggio compreso tipicamente tra i 5 e gli 8 anni); sono più resistenti, ma soffrono di più di osteoporosi, diabete, ipertensione, incontinenza, e artrite. Ma soprattutto, il “vantaggio biologico” delle donne rispetto agli uomini è ridotto dal loro svantaggio sociale, soprattutto dove sono presenti discriminazioni.
4. Gli anziani non sono fragili: la grande maggioranza delle persone anziane rimane fisicamente in forma fino ad età avanzata, dunque oltre ad essere capaci di portare avanti i compiti della vita quotidiana, continuano ad avere un ruolo attivo nella vita della comunità.
5. Gli anziani possono contribuire alla società: il diffuso pregiudizio che gli anziani non possono fornire un contributo alla società si basa sulla nozione che solo le occupazioni retribuite abbiano valore, tuttavia, sostanziali contributi vengono forniti da persone anziane in lavori non pagati in molti settori, includendo l’agricoltura, ed il volontariato.
6. Gli anziani non sono un peso economico per la società: il crescente numero di anziani che si aspettano cure sanitarie e pensioni di vecchiaia, non deve essere visto come un pericolo o una crisi, ma solo come una opportunità di sviluppare delle politiche che assicurino standard di vita decenti in futuro per tutti i membri della società, giovani e vecchi. È la necessità di esaminare più razionalmente le politiche sociali, economiche e sanitarie per apportarvi i necessari cambiamenti, e non l’invecchiamento della popolazione, che rappresenta la più grande sfida che si presenta oggi alla società.
Oltre a sfatare questi miti, per integrare gli over 60 nella comunità può venire d’aiuto anche la tecnologia: le nuove tecnologie possono migliorare la salute fisica e l'indipendenza degli anziani. Ma soprattutto, per aiutare gli anziani a vivere in modo indipendente, è fondamentale lavorare sull’accessibilità e la funzionalità degli ambienti di vita e dei servizi.
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07 Aprile 2012
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