Allasia (Ln): “Tagli a sanità inaccettabili. Nelle regioni virtuose si mette a rischio erogazione Lea”
“La sanità è di tutta Italia e ci sono regioni, come Lombardia, Veneto e Liguria, e in parte anche il Piemonte, in cui, fino all'anno scorso, sono state fatte razionalizzazioni con criterio, che non vogliono accettare nessuna riforma. Il problema è che queste tre regioni e poche altre la riforma l'hanno già fatta nei decenni passati, i tagli li hanno già fatti, hanno già chiuso i piccoli ospedali, perché a queste regioni interessano i propri cittadini che hanno il diritto di essere curati bene, non di essere curati in qualche modo sotto casa. Anche oggi, infatti, tanti cittadini del sud – e mi dispiace per loro – sono costretti a venire al nord se vogliono essere curati. Un Governo serio dovrebbe punire queste cose, non dare ancora soldi a questi cattivi amministratori”, prosegue il deputato leghista.
“Tagliare le regioni virtuose, che hanno già riformato la propria spesa sanitaria, significa mettere a rischio anche l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza. Da quest'anno, quasi nel totale silenzio, saranno tagliati fondi, posti letto e convenzioni con le strutture su tutto il territorio nazionale, senza che sia previsto comunque un mirato intervento per cancellare le sacche più vergognose di spreco. Appare quindi grottesco che, all'indomani di questa decisione di ridimensionamento già pesante del sistema sanitario, proprio in questi giorni, il Presidente del Consiglio attui un nuovo ricatto a valere ancora sull'offerta sanitaria. I tagli sulla prima casa, signori, saranno coperti ancora con nuovi altri tagli alla sanità. Quindi – ha concluso – il Presidente del Consiglio Matteo Renzi si fa bello facendo promesse e poi impone agli altri di tagliare, tanto lui la faccia non la mette mai”.
04 Agosto 2015
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