Anaao Assomed: “Bene l’apertura di Schillaci su flessibilità e stipendi, ora servono misure concrete nella manovra di bilancio”
L’Anaao Assomed esprime apprezzamento per le parole pronunciate oggi dal Ministro della Salute Orazio Schillaci al convegno “Prevenzione è futuro” di Brescia, in vista dell’incontro della prossima settimana con il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sulla manovra di bilancio.
“Registriamo con favore che il Ministro condivida due priorità che l’Anaao rivendica da tempo: la necessità di aumentare gli stipendi del personale sanitario e quella di rendere il lavoro medico più flessibile, superando la rigidità delle 38 ore settimanali uguali per tutti e in ogni fase della vita professionale”, dichiara il Segretario Nazionale Anaao Assomed Pierino Di Silverio. “Sono richieste che il nostro sindacato porta avanti da anni e che oggi trovano un riconoscimento istituzionale importante”.
L’Anaao condivide pienamente anche il secondo punto toccato dal Ministro: l’idea che l’abbandono del Servizio sanitario nazionale da parte dei medici, e in particolare la fuga verso l’estero o verso il privato, non sia spiegabile solo con la componente economica. “Come Anaao lo diciamo da tempo: i colleghi non se ne vanno solo per un problema di stipendio. Se ne vanno perché non hanno più tempo per la propria vita, per la famiglia, per la formazione, per curarsi essi stessi. Se ne vanno per turni massacranti, carenze di organico che scaricano il lavoro di chi manca su chi resta, per la burocrazia che sottrae ore alla clinica e assenza di reali prospettive di carriera. Il Ministro ha ragione: chi lascia il Ssn non si sente un mercenario, si sente semplicemente una persona che chiede di poter lavorare in condizioni dignitose e sostenibili”.
Per l’Anaao Assomed, l’apertura del Ministro deve ora tradursi in misure concrete nella prossima legge di bilancio:
– incremento reale e strutturale delle retribuzioni, non limitato a indennità una tantum, ma inserito stabilmente nei contratti;
– flessibilità vera dell’orario di lavoro, costruita insieme alle organizzazioni sindacali e non calata dall’alto, che tuteli la qualità dell’assistenza e non si traduca in un ulteriore carico su chi sceglie di lavorare a tempo pieno;
– assunzioni per colmare le carenze di organico, condizione indispensabile perché la flessibilità non resti sulla carta;
– riduzione della burocrazia e valorizzazione dei percorsi di carriera, per restituire tempo e prospettive alla professione medica;
– politiche di conciliazione vita-lavoro, in particolare per la componente femminile della professione, ormai maggioritaria tra i giovani medici.
“Bene dunque l’apertura del Ministro Schillaci, che condividiamo nel metodo e nel merito. Ora – conclude Di Silverio – aspettiamo di vedere queste intenzioni tradotte in risorse certe nella manovra e in un confronto reale con le organizzazioni sindacali, perché senza il tempo, la risorsa più scarsa e più contesa, nessun aumento di stipendio basterà a fermare l’emorragia di medici dal Servizio sanitario nazionale”.
23 Luglio 2026
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