Anche la Fp e i medici Cgil contro: “Tagli sono una sciagura per la sanità”
“Questi ennesimi tagli – specificano i sindacalisti – annullano nei fatti un aumento necessario del fondo, già concordato nel Patto per la Salute, e sembrano non tener conto della grave situazione del servizio pubblico e dei costi sanitari fisiologicamente crescenti per le evoluzioni della medicina e dell'andamento demografico”.
“Così – ricordano – ai 31 miliardi di tagli dei Governi Berlusconi e Monti se ne aggiungono altri 2 con il Governo Renzi, altro che cambiare verso. Eppure in tanti, e non solo il sindacato – dalla Corte dei Conti al Parlamento passando per il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e le Regioni, almeno fino ad oggi – avevano sostenuto che gli ulteriori risparmi, conseguenza di una necessaria spending review virtuosa in sanità, si sarebbero dovuti reinvestire nella qualità della cura ai cittadini, a partire dai servizi territoriali e dalla riqualificazione della rete ospedaliera”.
“Si continua – conclude la nota – invece l'opera di impoverimento del servizio sanitario pubblico a vantaggio della sanità privata per chi può permettersela. Per gli altri cittadini sempre meno cure. #salviamolasalute”.
"Siamo davanti alla solita ricetta dei tagli alla sanità, alla rappresentazione dell'ipocrisia del governo, che dimentica in fretta le rassicurazioni date, e alla pochezza di una Conferenza delle Regioni inerte". Così Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil, commenta l'intesa raggiunta tra governo e Regioni, che, come imposto dall'ultima legge di stabilità, prevede pesanti tagli ai bilanci regionali e decurta oltre 2 miliardi alla sanità.
Per Lamonica "si svela l'ipocrisia dell'esecutivo di Renzi e Lorenzin, secondo cui il settore non sarebbe stato toccato. E si evidenzia ancor di più la debolezza di una Conferenza delle Regioni, che prima ha subito i tagli della manovra e poi non ha avuto il coraggio di sfidare il governo a indicare chiaramente i risparmi possibili per aggredire sprechi e inefficienze".
"Entro il 31 marzo – spiega la dirigente sindacale – è prevista un nuovo accordo per definire i dettagli, ma i 2 miliardi di aumento del Fondo Sanitario Nazionale concordati lo scorso agosto sono persi". "Così – continua – i risparmi non restano per i servizi sanitari, altro che Patto per la Salute e nuovi Livelli essenziali di Assistenza".
"Dopo anni di tagli, la formula resta sempre la stessa: fare cassa con le risorse necessarie a garantire i diritti dei cittadini. Si prosegue lungo la strada della politica di austerity – denuncia Lamonica – che considera il welfare solo un costo invece che un grande investimento per creare benessere, sviluppo e occupazione". "Anche per questo – conclude – la campagna nazionale della Cgil 'Salviamo la Salute' continua la sua mobilitazione".
26 Febbraio 2015
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