Anelli (Fnomceo): “I controlli sulla sicurezza alle Forze dell’Ordine, ai medici la cura delle persone”
“Alle sentenze sommarie sui social rispondiamo con le parole del nostro Codice deontologico: “Doveri del medico sono la tutela della vita, della salute psico-fisica, il trattamento del dolore e il sollievo della sofferenza, nel rispetto della libertà e della dignità della persona, senza discriminazione alcuna, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera”. E ancora: “L’esercizio professionale del medico è fondato sui principi di libertà, indipendenza, autonomia e responsabilità”. Questi sono i nostri doveri, questa è la nostra professione: lasciateci liberi di metterli in pratica”. Così il Presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, interviene con una nota sull’indagine in corso a Ravenna su alcune certificazioni mediche per l’accompagnamento degli extracomunitari irregolari ai CPR, anche in merito alle parole sui social del vicepremier Matteo Salvini che, nel commentare l’indagine ha invocato per i medici indagati, se le accuse fossero confermate, “licenziamento, radiazione e arresto”.
“Abbiamo piena fiducia nell’azione della Magistratura – continua Anelli – ma non possiamo, nel contempo, non essere solidali con questi colleghi, che hanno subito il trauma della perquisizione alle prime luci dell’alba; che hanno visto interrompere la loro attività lavorativa, la loro vita familiare, per rendersi disponibili. E che sono ora indagati a motivo dell’assistenza prestata attraverso una visita medica e la relativa certificazione. Ad essere messa in discussione è la loro professionalità, la loro dignità e il loro operato di medici. Allo stesso modo condividiamo la presa di posizione unitaria degli Ordini dell’Emilia-Romagna, che hanno fatto sentire forte la loro voce a difesa dell’autonomia dell’atto medico”.
“Utilizzare i medici – conclude – come strumenti di controllo dell’ordine pubblico è un errore: è contrario al nostro ordinamento, è contrario alla nostra deontologia. Soprattutto, non è funzionale a garantire quel diritto fondamentale alla tutela della Salute che la nostra Carta Costituzionale pone in capo a ogni individuo, per il solo fatto di essere persona umana. Il controllo della sicurezza lasciamolo alle Forze dell’Ordine: ai medici, che raccolgono la fiducia dell’86% degli italiani, affidiamo la cura delle persone”.
16 Febbraio 2026
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