Anserini (Sifes-MR): “Tornare a riflettere sulla situazione della riproduzione assistita in Italia”
“In occasione del 20ennale dell’approvazione della legge 40 del 2004 sulla Procreazione assistita (fu approvata e pubblicata in GU proprio a inizio febbraio 2004), la Società Italiana di Fertilità e Sterilità (SIFES) insieme a Consulta di Bioetica Onlus hanno promosso una giornata di dibattito per tornare a riflettere sulla situazione della riproduzione assistita in Italia per fare il punto sul percorso fatto, per richiamare l’attenzione sui problemi ancora aperti, e per dare spazio alle varie posizioni che animano il dibattito sulle scelte riproduttive”. A dirlo Paola Anserini, responsabile dell’UOS Fisiopatologia della Riproduzione Umana (FRU) dell’Ospedale Policlinico San Martino e presidente della Società italiana di Fertilità e Sterilità (Sisfes-MR).
“Con questo Convegno la SIFES-MR e la Consulta di Bioetica Onlus sono volute tornare a riflettere sulla situazione della riproduzione assistita in Italia per fare il punto sul percorso fatto, per richiamare l’attenzione sui problemi ancora aperti, e per dare spazio alle varie posizioni che animano il dibattito sulle scelte riproduttive. Da un punto di vista più tecnico, si vuole richiamare l’attenzione della politica su alcune criticità nella applicazione delle tecniche di PMA che abbiamo il dovere di affrontare e risolvere nei prossimi anni, fra le molte il destino degli embrioni che non vengono più utilizzati dalle coppie e che, secondo le “regole” attuali non possono essere né donati, né scartati, né utilizzati per la ricerca e vengono quindi conservati in azoto liquido a spese dei centri (quindi in molti casi a spese del SSN) per tempo illimitato. Altra prassi che deve trovare una alternativa è l’attuale modalità di approvvigionamento di gameti per i cicli di fecondazione eterologa.
In Italia nel 2021 sono stati effettuati 10.584 cicli di ovodonazione e nella quasi totalità (99,8%) dei cicli gli ovociti sono stati acquisiti da banche estere. Dopo la rimozione del divieto alla fecondazione eterologa con la Sentenza 162/2014 della Corte Costituzionale, non si è fatto nulla per favorire la donazione di gameti nel nostro Paese attraverso una sensibilizzazione e una crescita della consapevolezza e della solidarietà, né si sono creati i percorsi necessari per chi volesse effettivamente donare i gameti. Insomma è stata liberalizzata una pratica senza organizzarne l’ applicazione. D’altra parte, è oggi possibile proporre la criopreservazione di ovociti oltre che alle donne che devono preservare la fertilità per motivi oncologici o medici anche alle donne che decidono per qualche motivo non medico di rimandare la gravidanza. La richiesta di criopreservazione per motivi non medici è in aumento e andrebbe in qualche modo sostenuta perché ridurrebbe il ricorso alla ovodonazione, aumentando la consapevolezza riproduttiva. Inoltre l’autoconservazione e la donazione potrebbero essere due aspetti dello stesso percorso in base a scelte di autodeterminazione e solidarietà delle donne”.
“La risoluzione di questi aspetti più tecnici – aggiunge la presidente Sifes – è in qualche modo resa più complessa dalla necessità di mediare con le posizioni etiche, che hanno ispirato l’impianto della Legge 40, tuttavia l’urgenza di un intervento non può essere da nessuno disconosciuta ed è nostro dovere affrontare il problema. Oggi, a vent’anni dalla approvazione della Legge 40/04, la situazione circa la riproduzione assistita è radicalmente cambiata oltre che sul piano scientifico anche sul piano etico-sociale perché le nuove tecniche riproduttive sono oggi viste come un’opportunità che allarga le libertà di genitori e figli”.
09 Febbraio 2024
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