Aran: “491 euro in più al mese, presto tavoli 2025-2027”
Dopo la certificazione della Corte dei conti, l’Aran ha sottoscritto in via definitiva con le organizzazioni sindacali il Ccnl 2022-2024 dell’Area della Dirigenza medica e sanitaria.
Per il Servizio sanitario nazionale si chiude definitivamente il rinnovo contrattuale che riguarda 137mila dirigenti, di cui 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici. L’ipotesi di contratto era stata siglata lo scorso 18 novembre senza l’adesione di Fp Cgil Medici e Fassid. Con la firma definitiva resta solo il no della Cgil, mentre Fassid ha sottoscritto il contratto definitivo.
Le risorse stanziate, pari a 1,2 miliardi di euro, garantiscono un incremento medio del 7,27%, con aumenti di circa 491 euro mensili per 13 mensilità, in parte destinati all’incremento dello stipendio tabellare e visibili già nelle buste paga di marzo.
“Con la firma definitiva di oggi si chiude il triennio 2022-2024 assicurando incrementi economici significativi ai medici e ai dirigenti sanitari del Ssn – sottolinea il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo -. Ringrazio le organizzazioni sindacali per il confronto serio e costruttivo che ha consentito di raggiungere questo risultato. Il Comitato di indirizzo delle Regioni ha approvato gli atti di indirizzo sia per il comparto sia per la dirigenza sanitaria: dopo il via libera del Ministero dell’Economia e delle Finanze potremo avviare formalmente le trattative per i Ccnl 2025-2027, in coerenza con l’impegno assunto dal Ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, per garantire continuità e regolarità nei rinnovi”.
Il testo prevede inoltre un rafforzamento della retribuzione di posizione – parte fissa – che per i dirigenti neoassunti registra un incremento del 55%, con l’obiettivo di valorizzare l’ingresso dei giovani professionisti e rendere più attrattivo il Servizio sanitario nazionale. Incrementate anche l’indennità di direzione di struttura complessa e le indennità di specificità per i profili medico-veterinari e sanitari.
Sul piano normativo, tra le principali novità figurano la possibilità di ricostituzione del rapporto di lavoro entro cinque anni dalla cessazione con una delle aziende di provenienza, misure volte a garantire una più effettiva fruizione delle ferie, anche durante il periodo di preavviso, e una specifica tutela per il personale vittima di aggressioni, con patrocinio legale a carico dell’Azienda e supporto psicologico su richiesta.
27 Febbraio 2026
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