Autismo. Sinpia: “In molte regioni italiane mancano servizi per cure personalizzate”. Ecco gli obiettivi
Aumentare la consapevolezza su questi disturbi è un obiettivo molto importante, cui partecipa la Società stessa, che che si occupa di raggiungere un migliore coordinamento dei diversi tipi di interventi, da quelli diagnostici a quelli terapeutici: per questo essa ha aderito alla Fondazione Italiana per l’Autismo promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
“Più fattori genetici e biologici possono essere simultaneamente coinvolti nei diversi periodi della crescita e concorrere così alla complessa fenomenica del disturbo”, afferma Massimo Molteni, del Consiglio Direttivo Sinpia. Una diagnosi quanto più completa e accurata è elemento fondamentale, secondo gli esperti, che ricordano come i sintomi principali possano essere accompagnati da disturbi del neuro-sviluppo che a loro volta possono complicare molto il decorso evolutivo e la gravità clinica.
“Molto però resta ancora da fare – afferma Franco Nardocci, coordinatore della Sezione Scientifica di Epidemiologia della SINPIA. “Per poter affrontare la complessità e l’eterogeneità dei disturbi del neurosviluppo, è fondamentale la presenza di una rete di servizi specialistici accessibili e diffusi in modo omogeneo in tutto il territorio nazionale, con un approccio multi professionale, interdisciplinare ed età specifico. Purtroppo un punto di fragilità significativo è legato al significativo sottodimensionamento dei servizi rispetto le necessità della popolazione. A fronte di Regioni nelle quali è stato creato negli anni un adeguato sistema di servizi di NPIA ed è sostanzialmente garantita ai bambini ed alle famiglie la presa in carico e la terapia, ve ne sono molte altre nelle quali mancano le strutture, in particolare le strutture semiresidenziali e residenziali terapeutiche, e i reparti per i ricoveri, nonché a volte anche gli stessi servizi territoriali, e/o il personale, o non sono comunque previste tutte le figure multidisciplinari necessarie per i percorsi terapeutici”.
“Negli ultimi 10 anni”, spiega la Presidente Sinpia Antonella Costantino, “il numero dei pazienti seguiti dai servizi di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza è quasi raddoppiato (+5% nuove richieste all’anno dal 2004 ad oggi), mentre il numero degli operatori continua a diminuire (-10% solo nell’ultimo anno). Il risultato è che ogni utente riceve percorsi di cura più scarni, che rischiano di essere meno personalizzati. Le famiglie si trovano a dover ricorrere sempre di più al privato, senza alcuna garanzia della qualità del servizio che ricevono e con costi rilevanti che in tempi di crisi economica sono sempre meno in grado di sostenere”.
“Scontiamo l’assenza di investimenti strategici nazionali sulla promozione della salute mentale e del benessere psicologico in età evolutiva e su un’adeguata rete di servizi che garantiscano interventi tempestivi e qualificati per i disturbi del neuro sviluppo. Inoltre”, conclude Nardocci, “la Sinpia sta da tempo segnalando la necessità di affrontare con la psichiatria degli adulti e coni servizi per l’ handicap adulto il tema delle continuità delle cure individuando nel superamento dell’adolescenza un momento assai critico nella vita dei minori con autismo e delle loro famiglie per il venir meno in molte situazione di riferimenti precisi e di opportunità di presa in carico”.
01 Aprile 2015
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