Baraldi (Simri): “Implementare ricerca sull’uso degli immunomodulanti nelle infezioni respiratorie ricorrenti”
Si stima che almeno il 6% dei bambini italiani di età inferiore a 6 anni presenta IRR; l’incidenza massima sembra essere raggiunta nei primi due anni di vita (fino al 25%), con un picco in concomitanza dell’inserimento all’asilo nido o scuola materna. Incidenza che diminuisce con l’aumentare dell’età del bambino; circa l’ 80% dei bambini con IRR guarisce infatti verso i 5 anni di vita senza conseguenze o esiti patologici nel tempo. “Le infezioni respiratorie ricorrenti – spiega il presidente della Simri Eugenio Baraldi – non solo possono determinare importanti limitazioni della vita sociale dei bambini redisposti (frequenza asilo, scuola), ma sono fonte di visite pediatriche frequenti e accessi in Pronto Soccorso; oltre che di preoccupazione e di disagio per i genitori. Sappiamo che tali infezioni sono localizzate principalmente alle vie aeree superiori (rinite, faringite, faringotonsillite, otite, laringite) e ricorrenti soprattutto nei mesi autunnali e invernali. Ma anche le vie aeree inferiori sono interessate”.
“Attualmente – ha aggiunto -, analizzando la letteratura disponibile, non è possibile fornire una definizione univoca di infezioni respiratorie ricorrenti. Tuttavia la maggior parte degli Autori ritiene di identificare nel criterio numerico il parametro ottimale, definendo un bambino con IRR se presenta: 6 o più infezioni respiratorie per anno; oppure,1 o più infezioni respiratorie al mese nel periodo tra settembre e aprile; oppure, 3 o più infezioni delle vie aeree inferiori per anno. Quanto all’eziologia delle infezioni respiratorie ricorrenti, essa varia in relazione al tratto respiratorio interessato sebbene sia prevalentemente virale (80%). Le forme batteriche (circa il 20%), essenzialmente sostenute da Streptococchi, S.pneumoniae, Haemofilus influenzae, Mycoplasma pneumoniae, Chlamydia pneumoniae, sono di più frequente riscontro in caso di coinvolgimento delle vie aeree inferiori. Molteplici sono invece i fattori di rischio di IRR; essi si possono distinguere in fattori individuali (immaturità e verginità immunologica, immunodepressione post-infettiva, atopia, fattori anatomici) e fattori ambientali (socializzazione precoce, fumo passivo e fumo in gravidanza, inquinamento ambientale e domestico, basso livello socio-economico, numero di familiari e conviventi)”.
La terapia delle infezioni respiratorie ricorrenti si basa in primis su interventi di profilassi volti ad eliminare i fattori favorenti le infezioni. “Negli ultimi anni, gli immunomodulanti, farmaci il cui impiego terapeutico serve a regolare le complesse difese immunitarie, hanno ricevuto un nuovo impulso a seguito del riconoscimento dei meccanismi che sottendono l’immunità”, prosegue il presidente della Simri”. “Tali conoscenze hanno permesso di fornire le basi teoriche e il razionale del loro impiego. Ma è ancora presto per trarre conclusioni che, nel caso delle infezioni respiratorie ricorrenti, sarebbero affrettate. La reale efficacia clinica in termini di prevenzione delle IRR é infatti ancora oggi oggetto di discussione in quanto complessivamente gli studi condotti presentano molti bias metodologici. Occorre, quindi, capire se e in che misura gli immunomodulanti siano in grado di ridurre l’incidenza delle infezioni respiratorie. Ci auguriamo – ha concluso Baraldi – che il potenziamento della ricerca pre-clinica e clinica potrà contribuire a fornire nuove risposte e nuove evidenze circa il loro utilizzo nei bambini con IRR”.
Articoli correlati:
21 Giugno 2012
© Riproduzione riservata
Ultime analisi e review da QS Pro Gold
I più letti

Comparto Sanità. Firmato il contratto 2025-2027. Aumenti fino a 240 euro per gli infermieri, arriva il capitolo sull'IA e nuove tutele per il personale

Bimbo muore dopo vaccino contro meningite. Aperta inchiesta per stabilire cause

Covid. Il silenzio di Fauci e il perdono di Biden. Ma il Quinto Emendamento non è un’ammissione di colpa

Caldo estremo, FADOI: “Sopra i 40 gradi il corpo può non riuscire più a disperdere il calore”

Senza scelte coraggiose il Ssn rischia di restare universale solo sulla carta. Manovra e non solo, ecco le sfide che attendono la sanità in autunno

Comparto Sanità. Firmato il contratto 2025-2027. Aumenti fino a 240 euro per gli infermieri, arriva il capitolo sull'IA e nuove tutele per il personale

Paziente recupera la vista con trasloco biologico, SOI: “Molte domande restano senza risposta, serve rigore scientifico”

Ema. Via libera a 12 nuovi farmaci, tra cui impianto oculare rivoluzionario e primo orale per la psoriasi

Caldo estremo, FADOI: “Sopra i 40 gradi il corpo può non riuscire più a disperdere il calore”

Caldo, segnali di lenta ritirata dell'ondata: il 7 agosto restano 26 città da bollino rosso, l'8 scendono a 19